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Il capolavoro verdiano chiude la stagione dell'Ente Teatro di Messina

«UN BALLO IN MASCHERA» SPETTACOLARE

MESSINA (31 maggio 08) - Si conclude con una megaproduzione che impegna 270 persone tra artisti e tecnici la stagione musicale dell’Ente Teatro di Messina: la messinscena di “Un ballo in maschera”, uno dei grandi capolavori di Giuseppe Verdi. La prima è in programma il 4 giugno, le repliche il 6 e l’8 dello stesso mese. Lo spettacolo è firmato da un regista prestigioso quale Giancarlo Cobelli, il cui lavoro è ripreso da Ivo Guerra, l’orchestra del Teatro Vittorio Emanuele è diretta dal maestro Carlo Palleschi, la compagnia di canto è di rilievo internazionale a cominciare dal tenore coreano Park Sung Kyu (Riccardo) e dal soprano Alessandra Ceciarelli (Amelia). Accanto a loro il baritono brasiliano Rodrigo Esteves (Renato), il mezzosoprano Annamaria Chiuri (Ulrica), il soprano croato Marija Kuhar Sosa (Oscar), il baritono Tiziano Castro (Silvano), i bassi Claudio Ottino (Samuel) e Luca Gallo (Tom), il tenore Francesco Marcacci (un Giudice). Il coro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria è diretto dal maestro Bruno Tirotta. L’allestimento di “Un ballo in maschera”, che ha debuttato al Teatro delle Muse di Ancona nel 2003, è considerato uno dei più importanti di questa opera verdiana, per la qualità sia delle scene sia dei costumi. Ma soprattutto si avvale di una delle più riuscite a apprezzate regie di Giancarlo Cobelli. L’artista ha messo in evidenza, conciliando al meglio messaggio ed esigenze spettacolari con la grande musica di Verdi, il cancro del potere quando pretende la sottomissione degli altri e l’aspetto esoterico, qui impersonato dalla profetessa nera Ulrica. “Ho scelto ‘Un ballo in maschera’ – ha spiegato infatti Michelangelo Zurletti, direttore artistico per la musica del Teatro di Messina - perché lo ritengo, con ‘Don Carlos’ e ‘Macbeth’, il capolavoro di Verdi, perché mancava da Messina da troppo tempo e soprattutto perché ho trovato nell’allestimento di Giancarlo Cobelli una proposta straordinaria e irrinunciabile». Uno spettacolo così impegnativo è naturalmente un appuntamento molto importante per l’Ente Teatro di Messina: “’Un ballo in maschera’ – ha detto il presidente Egidio Bernava – ci dà la possibilità di chiudere la stagione esprimendo tutte le capacità del nostro teatro". Il sovrintendente Paolo Magaudda ha messo l’accento sull’impegno economico richiesto da “Un ballo in maschera”, ma ha aggiunto: “È importante sottolineare come il 60 per cento delle spese rimane in città perché gli orchestrali, i figuranti e i tecnici sono messinesi”. Red

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