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TURISMO E AMBIENTE  
 

 

NEL 2005 OLTRE QUATTRO MILIONI DI VISITATORI  

I DATI DELL'OSSERVATORIO NAZIONALE SUL TURISMO IN SICILIA


Nel 2005 la Sicilia e' stata visitata da oltre 4 milioni di turisti, raccogliendo circa il 5% del flusso turistico nazionale, e i pernottamenti hanno superato di poco i 13,7 milioni. Questi sono i dati dell'osservatorio nazionale sul turismo illustrati nel XXVIII report Sicilia 'Analisi previsionale sull'economia siciliana' che e' stato presentato presentato oggi alla facolta' di Economia e realizzato dagli economisti del Diste assieme alla fondazione Curella e al Crimet (Centro interdipartimentale per il monitoraggio dell'economia del territorio dell'universita' di Palermo). Secondo lo studio, le presenze hanno registrato un incremento di 481 mila unita' mentre gli arrivi sono aumentati del 1,61%. Il turista rimane nell'Isola circa 3 giorni, meno della media del sud Italia e di quella nazionale. Per quanto riguarda la provenienza degli arrivi stranieri il report rileva incrementi in alcuni 'mercati' come la Danimarca, mentre una notevole riduzione si registra tra i turisti francesi, statunitensi e svizzeri. Le province che hanno registrato nel 2005 un aumento rilevante di presenze sono Siracusa, Agrigento, Trapani e Catania; la citta' con maggiore diminuzione e' Enna mentre Ragusa e' la provincia che presenta il maggior incremento di turisti. Il report evidenzia anche la crescita significativa degli alloggi agrituristici che, nel 2004, sono il 9% della ricettivita' extra-alberghiera e dei bed & breakfast. Il polo turistico di Palermo e Monreale con un aumento dell'8% spicca per l'incremento negli arrivi degli stranieri. Buoni risultati registrano anche Giardini Naxos con +3,6%, Cefalu' con + 1,9% e Siracusa con il 2,7.

 


Mali vecchi e nuovi delle coste siciliane  

MARE NOSTRUM: ISOLE IN VENDITA

I dati parlano di un miglioramento ma il mare e le coste italiane continuano a soffrire di mali vecchi e nuovi. La classifica regionale per valori assoluti vede la Sicilia mantenere anche quest’anno saldamente il primo posto, con 3.260 reati accertati (con una flessione del 13,83% rispetto ai 3.783 del 2004). Ai reati ambientali si aggiungono però scelte politiche dissennate orientate verso un modello di sviluppo basato sul consumo del territorio e sulla distruzione dei suoi valori. Non a caso, tra le bandiere nere siciliane spiccano quelle assegnate al Sindaco di Lipari Mariano Bruno, per il tentativo di consentire l’ampliamento scellerato di strutture alberghiere, per la proroga dell’attività estrattiva della pomice concessa alla Pumex nonostante il Distretto Minerario ne avesse intimato l’interruzione e per aver inserito nel Piano Regolatore del Comune di Lipari un progetto di realizzazione di una struttura aeroportuale in un’area di tutela assoluta, ed alla Giunta Regionale Siciliana che si è distinta per l’assalto alle aree costiere culminato con l’approvazione delle «Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo», un provvedimento che pone le premesse per un uso privato e selvaggio delle spiagge e degli ambiti portuali.
«Da anni il Governo Regionale sta operando per smantellare tutti i vincoli a tutela del territorio per consentire il saccheggio delle risorse ambientali - afferma il segretario regionale di Legambiente Salvatore Granata. Natura e paesaggio rischiano di essere sacrificati sull’altare delle speculazioni, dei facili e rapidi arricchimenti rubando il futuro alle prossime generazioni»
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ALLA RISCOPERTA DELLE TONNARE  

LEGAMBIENTE SICILIA «SALVALARTE»

 

Ha preso il via da Favignana per concludersi il 16 luglio a Marzamemi la prima edizione di Salvalarte Sicilia Tonnare. Promossa da Legambiente Sicilia nell’ambito delle iniziative di Salvalarte Sicilia, la manifestazione si propone di far riscoprire, recuperare, rendere nuovamente fruibile lo straordinario patrimonio costituito dalle tonnare siciliane.
Sono 50 le tonnare presenti nella nostra Isola, purtroppo larga parte di esse versano in gravi condizioni di degrado. Lo scorrere del tempo, l’azione dell’erosione delle correnti eoliche marine, l’incuria, la mancanza di manutenzione stanno riducendo le tonnare a dei ruderi. Alcune di esse, poi, sono state delittuosamente rase al suolo, come avvenuto per quella di Oliveri, per far posto a speculazioni edilizie quali la costruzione di residence turistici e strutture ricettive. Un catamarano di 14 metri, con a bordo i volontari di Legambiente, raggiungerà via mare le 12 tappe e le 10 tonnare incluse nell’itinerario di di Salvalarte Tonnare: da Scopello a Favignana, dall’Isola Bella di Taormina a Vendicari. Fitto e caleidoscopico poi, a terra, il calendario di appuntamenti ed iniziative: visite guidate, spettacoli musicali, proiezioni etc.

 


Il risultato di una inchiesta che riguardava 34 isole          GENTE VIAGGI INCORONA SALINA «MISS ITALIA DELLE ISOLE 2006»

 

Nuovo e significativo riconoscimento per la perla verde delle Eolie. Gente Viaggi, all’interno di uno speciale intitolato «Isole di Gente Viaggi», ha dichiarato Salina l’isola più bella degli arcipelaghi italiani: «Miss Italia delle Isole 2006». Il primato le è stato riconosciuto confrontando 10 parametri, tra i quali spiagge, qualità dell’acqua e dell’ambiente, accessibilità, livello di ospitalità, qualità enogastronomica, prezzi, tranquillità e divertimenti. L’indagine della rivista riguardava complessivamente 34 isole. Salina, in particolare, sancisce il proprio primato soprattutto in attinenza alla qualità dell’ambiente e del mare, per la tranquillità ed i prezzi contenuti. Tra le altre isole siciliane, Lampedusa viene classificata come meta ideale del turista in cerca di divertimenti ed eventi, mentre Panarea è tra le località consigliate ai cercatori di vip. Per la bellezza delle spiagge svettano Lampedusa, Vulcano e Favignana. Ai palati fini vengono invece segnalate Panarea e Favignana. Per la qualità delle strutture alberghiere si affermano Panarea e Lipari. Infine secondo Gente Viaggi, per coloro che non si accontentano delle coste e vogliono esplorare le isole anche al loro interno, sono preferibili Alicudi, Pantelleria, Linosa, Stromboli, Panarea e Salina.


I DATI DELLA «GUIDA BLU» DI LEGAMBIENTE

MIGLIORANO LE CONDIZIONI DELLE AREE COSTIERE SICILIANE

 

Pubblicata la Guida Blu 2006 curata da Legambiente e dal Touring Club Italiano. In Sicilia sono quattro le località balneari che hanno ottenuto 4 vele: Lampedusa, Santa Marina di Salina, Pantelleria e Noto. Si tratta di località all’interno o comunque prossime ad aree protette, a riprova di come la qualità ambientale sia un fattore determinante nell’appeal turistico di un centro costiero.
Un sensibile miglioramento rispetto ai dati del 2005 si registra anche per le altre località balneari siciliane, a testimonianza di una maggiore attenzione nella gestione delle spiagge e dei servizi a livello locale pur in un quadro normativo regionale che in questi anni ha abbassato il livello di tutela delle aree costiere
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Le località siciliane che hanno ottenuto 3 vele sono: Menfi, Brolo, Capo d’Orlando, Gioiosa Marea, Lipari, Taormina, Cefalù, San Vito Lo Capo, Ustica. A Patti, Sciacca e Favignana sono state assegnate 2 vele mentre una sola vela è andata a Castelvetrano, Campobello di Mazzara, Acireale, Cinisi, Ispica, Modica, Erice, Marsala, Piraino, Portopalo, Termini Imerese.


TORNA IL TICKET D'INGRESSO ALLE ISOLE EOLIE                                                   

Anche quest'anno per visitare le isole Eolie sarà necessario pagare una «tassa d'ingresso» di 1 euro. L'amministrazione di Lipari ha infatti deciso di confermare il provvedimento che lo scorso anno ha consentito di fare incassare alle casse comunali circa 400 mila euro, destinati al miglioramento delle strutture ricettive.Il ticket di un euro, in vigore da ieri fino al 30 settembre, dovrà essere versato dai turisti che approdano nelle isole dell'arcipelago con aliscafi, traghetti e imbarcazioni private. Un altro ticket di tre euro riguarda le escursioni sulla cima dell'isola di Vulcano, mentre per raggiungere il cratere dell'isola di Stromboli bisognerà versare un obolo di cinque euro, in aggiunta agli altri cinque euro destinati alla guide specializzare che accompagnano i visitatori. L'utilizzo 'discrezionale' dei fondi da parte dell'amministrazione, tuttavia, ha suscitato polemiche in consiglio comunale. Il responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha chiesto una relazione dettagliata al sindaco di Lipari Mariano Bruno, commissario straordinario per l'emergenza nelle isole Eolie, sulla destinazione delle somme. «L'impiego dei soldi incassati con il ticket - ha ribadito il sindaco - servira' a far fronte alle emergenze che si presentano ogni estate, quando l'arcipelago viene invaso da turisti provenienti da tutto il mondo».

La Federparchi ha inaugurato un nuovo sentiero naturalistico all'interno dela parco botanico e biologico delle Gole D'Alcantara 

Un nuovo sentiero naturalistico e' stato inaugurato all'interno dell'area del Parco botanico e biologico «Gole Alcantara», a Castiglione di Sicilia, in provincia di Messina. Il sentiero, che e' percorribile anche da portatori di handicap, per alcune centinaia di metri segue le anse sinuose del fiume, offrendo ai visitatori una visuale diversa delle imponenti gole laviche del fiume Alcantara. Il sentiero e' stato intitolato a Carmelo Vaccaro, creatore e fondatore del parco che da anni si distingue per le attivita' di escursione guidata e trekking fluviale. All'inaugurazione era presente il presidente nazionale di Federparchi, Matteo Fusilli. Dopo il taglio del nastro e gli interventi delle autorita' ai visitatori e' stata offerta una degustazione dei migliori prodotti tipici locali. I vertici dei parchi regionali siciliani partecipano nel pomeriggio ad una tavola rotonda su 'Le aree protette volano dello sviluppo economico locale' che si tiene a Castiglione di Sicilia.


SOPPRESSE LE AZIENDE DI SOGGIORNO                   LO SVILUPPO LOCALE PASSERA' ATTRAVERSO I DISTRETTI TURISTICI

Il Distretto turistico è il nuovo strumento di sviluppo locale individuato dalla recente legge di riforma del settore. In realtà, col nome di sistema turistico locale, esso è apparso già nella legge nazionale sul turismo, la nr. 135 del 2001, che ha rappresentato in questi ultimi anni l’ovvio punto di riferimento delle legislazioni regionali successivamente intervenute sulla stessa materia. Un po’ dappertutto in Sicilia si registra, in queste settimane, un continuo succedersi di riunioni e convegni di amministratori locali e rappresentanti di imprese e soggetti istituzionali pubblici e privati. L’obbiettivo è quello di preparare il terreno per la formale costituzione dei Distretti, per la quale si attende il Decreto Assessoriale che dovrà indicare i requisiti necessari per il riconoscimento e l’eventuale e futuro accesso alle risorse pubbliche.
Nel sistema delineato in Sicilia dalla legge di settore, il Distretto turistico rappresenta un tassello fondamentale di un modello di governance radicalmente nuovo, che richiede anche un diverso approccio "culturale" nei confronti delle dinamiche di sviluppo turistico, da parte degli operatori pubblici e privati. Innanzitutto la legge ha compiuto un consistente sforzo di semplificazione, sul versante dell’organizzazione pubblica. La soppressione - unanimemente auspicata da lungo tempo - delle Aziende del Turismo e delle Aziende Provinciali ne rappresenta l’aspetto più evidente, ma esso acquista significato se visto nel contesto più ampio disegnato dal legislatore, che, lungi dal volere ridurre i servizi erogati agli operatori di settore, ha soprattutto voluto razionalizzare la presenza territoriale della Regione, che adesso è nelle condizioni di realizzare in modo coordinato e omogeneo politiche e progetti di sviluppo. Secondo aspetto non meno importante della riforma: l’attuazione del principio di sussidiarietà, con i Comuni che diventano protagonisti "locali" del turismo (e sparisce la sovrapposizione con i vecchi enti turistici, fonte spesso di sprechi e inefficienze), mentre la Regione assume un ruolo di indirizzo e programmazione generale, con lo strumento del "Programma triennale di sviluppo turistico".
Perciò la riflessione sui distretti turistici, sulla loro costituzione e sul loro funzionamento, deve partire da un quadro di coerenza con i principi di fondo della riforma.
La scommessa è quella di un coinvolgimento efficace di energie e risorse finanziarie private per lo sviluppo locale, che vede nel turismo un fattore centrale e potenzialmente foriero di effetti virtuosi sull’intero sistema economico siciliano. In questo senso il distretto, che nasce come turistico, in realtà si candida a diventare il punto di imputazione di politiche generali finalizzate alla crescita del reddito delle comunità locali. Inoltre esso rappresenta un contrappeso dinamico e flessibile rispetto ai livelli di governo pubblici del turismo (Comuni, Province, Regione) dislocati sul territorio, e perciò capace, nella visione del legislatore, di adattarsi con celerità a nuove e mutate esigenze. Per raggiungere questo obbiettivo, il Distretto Turistico non deve diventare, surrettiziamente, un nuovo livello di governo del settore, e quindi non deve generare nuove burocrazie, nuovi uffici, in definitiva nuove rigidità organizzative. In questo senso appare utile mutuare il meglio dell’esperienza recente dei progetti integrati territoriali, piuttosto che quella dei patti territoriali o di altri strumenti di contrattazione negoziata, che hanno lasciato in eredità una miriade di società di gestione, con relativi organi di amministrazione e conseguenti, gravosi, costi di gestione. Non di rado tali entità, politicamente irresponsabili, esaurito lo scopo che ne ha giustificato in origine la costituzione, continuano ancora a funzionare, condizionando in modo rilevante ogni nuova esperienza di concertazione e di sviluppo locale sui territori di riferimento. Meno burocrazie, maggiore flessibilità degli strumenti di governance locale del turismo: solo così la riforma potrà consentire un nuovo salto di qualità per il nostro sistema turistico.

AGOSTINO PORRETTO                                                                         (Dirigente generale Turismo, Regione Siciliana)  

   


 
 
   
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SETTORE IN ESPANSIONE MA         SI PUO' FARE DI PIU'        

AGRITURISMO, MESSINA LA PROVINCIA LEADER                    

In Sicilia l’agriturismo    è un fenomeno in progressiva crescita, soprattutto in termini di fatturato e di capacità ricettiva, tuttavia è ancora molto al di sotto delle proprie potenzialità. La pubblicazione della guida ufficiale degli agriturismo autorizzati, edita dall’Assessorato regionale all’agricoltura e foreste, parla chiaro. I dati indicano una consistenza complessiva di 325 aziende agrituristiche. Corrispondono a circa 2,3 % del totale nazionale, con un’incidenza degli arrivi pari al 5% del totale nazionale. La provincia leader è Messina (con 84 agriturismi), seguita da Catania (51), Palermo (50), Siracusa e Ragusa, Agrigento e Caltanissetta. Il dato medio è di 12 posti letto e 38 posti di ristorazione per azienda. Dagli ultimi rilevamenti Istat è emerso che in Sicilia 102 agriturismi propongono itinerari naturalistici. Dal Parco dell’Etna al Parco delle Madonne, dall’area naturalistica dei Nebrodi alle varietà incontaminate dei paesi delle aree protette. Circa il 40 % degli agriturismi in Sicilia sono collocati all’interno dei parchi, in particolare nelle province di Messina e Catania. Dal parco dell’Etna al marino dello Zingaro.

 

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PROTEZIONE PATRIMONIO NATURALE NOMINATO IL NUOVO COMITATO                 

L'assessore regionale al Territorio e Ambiente della Sicilia, Francesco Cascio, ha rinnovato, con un proprio decreto, il Crppn, il Comitato regionale per la protezione del patrimonio naturale. L'organismo, che era scaduto a fine anno, e che ha una funzione consultiva su tutti i provvedimenti dell'assessorato in tema di interventi nelle aree protette dell'isola e' composto dai rappresentanti: delle 3 Universita' siciliane, delle associazioni ambientaliste, dell'Anci, l'associazione dei Comuni, dell'Urps, l'Unione delle Province siciliane, dell'Inu, l'Istituto nazionale di Urbanistica e dell'Istituto internazionale di Geofisica. Questi i componenti del nuovo Crppn, presieduto dall'assessore Cascio: i dirigenti generali dei Dipartimenti Territorio, Urbanistica, Foreste e Beni culturali; Maria D'Amico (esperta designata dall'Associazione 'Amici della Terra'), Francesco Russo (Wwf), Calogero Calderaio (Club Alpino italiano), Renato De Pietro (Legambiente), Claudio Celada (Lipu), Antonino Rizzotto (Gre, Gruppi di ricerca ecologica), Ernesta Morabito (Italia Nostra), Giuseppe Sunseri (Lega siciliana delle Autonomie locali), Vita Giostra (Asacel, Associazione di Comuni), Filippo Schilleci (Istituto nazionale di Urbanistica), Giovanni Frazzetta (Istituto internazionale di Geofisica e vulcanologia), Antonino Catara, Antonino Greco, Giuseppe Angelo Ronsisvalle e Germana Barone (Universita' di Catania), Wanda Cortese e Marco Arculeo (Universita' di Palermo) e Letterio Guglielmo (Universita' di Messina).

 

 


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