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PALERMO
(14 maggio 08) - Nell'ambito delle
celebrazioni internazionali per il 150°
anniversario della nascita di Giacomo Puccini
(1858-1924), il Teatro Massimo di Palermo
propone i tre atti unici che compongono il
cosiddetto Trittico, cioè Il Tabarro, Suor
Angelica e Gianni Schicchi (17-25 maggio
2008), uno dei lavori meno rappresentati
del compositore lucchese. Dopo il debutto al
Metropolitan di New York nel dicembre del
1918, cui l'autore non partecipò per le
difficoltà del viaggio nell'immediato
dopoguerra, e quindi in Europa, a Roma, nel
gennaio 1919, il Trittico arrivò per la prima
volta a Palermo nel 1922, proprio sul
palcoscenico del Teatro Massimo, per
ricomparire nella sua interezza solo nella
Stagione 1964-65 e adesso nel 2008. Al suo
debutto americano i tre atti unici furono
accolti tiepidamente tranne il terzo, comico,
che riscosse subito un grande successo. Questa
disparità fece si che in seguito letre opere
seguissero spesso strade diverse, ma il loro
equilibrio musicale e teatrale consiste
proprio nella loro sequela dove Suor Angelica
costituisce il pernio di tutta la
drammaturgia. Nel soggetto dei tre atti unici
si passa dal torbido verismo dell'omicidio
passionale con variante macabra tratto dal
dramma francese grand-guignol, La Houppelande,
che si svolge nei bassifondi lungo la Senna
(Il tabarro), al suicidio per disperazione di
una madrealla quale e' stato tolto il figlio e
costretta al convento (Suor Angelica), al
sarcasmo dell'archetipo dantesco del
falsificatore testamentario (Gianni Schicchi).
Per il nuovo allestimento del Trittico, la
regia e' affidata a tre registi con una
differente cifra espressiva: Giovanni
Scandella (Il tabarro), Giulio Ciabatti (Suor
Angelica) e Francesco Micheli (Gianni Schicchi).
Le scene e i costumi di questa nuova
produzione del Teatro Massimo sono invece
firmati da Alessandro Camera e Carla Ricotti.
Una rivisitazione visionaria e suggestiva dei
tre ambienti, delle tre tinte drammatiche che
caratterizzano il Trittico pucciniano, con
riferimenti alla società e alla moda di primo
Novecento, fra i comignoli del lungo Senna per
Il tabarro, in un austero palazzo/convento per
l'opera tutta al femminile Suor Angelica, e
uno Schicchi rosso per le scene, bianco e nero
per i costumi, in cui la Firenze medievale e'
quasi divenuta quasi la New York dei primi del
Novecento. Red
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