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Feste popolari e rappresentazioni sacre della settimana santa

La Pasqua in Sicilia

Questa ricorrenza religiosa e', ovviamente, tra le piu' importanti dell'anno liturgico ed in Sicilia ha dato origine a molte feste cittadine che uniscono magnificamente i momenti salienti della Passione, Morte e Resurrezione di Gesu' Cristo alla ritualita' popolare le cui origini affondano in tempi antichissimi, alle forme espressive a volte teatrali e drammatiche che spesso si presentano in maniera articolata e complessa e simboli di rinnovamento piu' totale.
Quello che colpisce principalmente delle feste pasquali siciliane e' l'attiva partecipazione popolare che si manifesta non solo nei classici cortei e pellegrinaggi, ma anche nell'alternanza dei sentimenti tristi del lutto per la morte del Redentore e quelli allegri e festosi per la Sua Resurrezuione.
Mentre per gli ebrei tale ricorrenza celebrava il ricordo della liberazione dalla schiavitu', con la venuta di Cristo, dunque per i cristiani, si ha un nuovo significato, la liberazione dal male e dal peccato.
La Pasqua ha i suoi momenti liturgici stabiliti lungo i 40 giorni della Quaresima ed in modo particolare nella settimana santa che va dalla domenica delle Palme, antecedente quella di Pasqua, quando si benedicono i ramoscelli d'ulivo, a quella di Pasqua, che generalmente ha come date estreme il 22 marzo ed il 25 aprile, e che comunque segue il plenilunio dell'equinozio primaverile.

Durante la settimana santa, e precisamente dal mercoledi al venerdi santo, a S. Fratello, nelle Nebrodi messinesi, si ha un altro esempio di questa particolare unione tra sacro e profano. Qui si ha anche l'unione del dolore per la perdita del Cristo e della fastosità tipica del carnevale.
Una miriade di contadini e pastori si travestono da "giudei" con dei particolari costumi costituiti da giubbe rosse e gialle impreziosite con motivi floreali e ricami e da un cappuccio rosso che ricopre la testa. Tali costumi ricordano in parte quelli dei soldati romani che flagellarono Gesù e sono di propietà delle famiglie del posto e sono tramandate da padre in figlio.
img src="storia&tradizioni_file/storia2.jpg" align="right" v:shapes="_x0000_s1027" width="200" height="137">Tali "giudei" ripercorrono le vie della città con squilli di trombe, catene minacciose e campanacci in modo allegro con il chiaro intento di distogliere l'attenzione popolare dal dolore per la morte di Gesù Cristo.
Il contrasto ha il suo punto cruciale il venerdì santo, quando il corteo che segue il Crocifisso è disturbato ed interrotto nel suo cammino dall'arrivo festoso dei giudei.
In passato la festa era più irriverente e pericolosa, tanto da proibire la vendita di alcolici.

La settimana santa è caratteristica anche a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, dove il giovedì santo 12 uomini, che rappresentano gli apostoli, attuano la canonica lavanda dei piedi e poi il peregrinare per le chiese ed i tabernacoli della città. Il venerdì santo si ha la processione di circa 20 statue fastose realizzate con l'uso di vari materiali come la cartapesta ed il legno, numero destinato a crescere quando si aggiungono quelle provenienti da Pozzo di Gotto. Ancora oggi, un vago ricordo di quello che avveniva in passato, si ha la riunione dei "vissillanti", visto che resiste l'abitudine di far seguire le vare adoperate nella processione, tranne quella del Cristo morto, da un manipolo di devoti che cantano.

La Pasqua è molto sentita anche a Caltagirone, in provincia di Catania, dove si venera Gesù Crocifisso. Si ha la venerazione della Madonna Addolorata una domenica di passione in cui i fedeli si raccolgono nella chiesa dei cappuccini per venerare il gruppo ligneo del 1700 che rappresenta il Cristo e la Madre, giorno in cui rientrano, dopo 15 giorni, le bancarelle dove si vendono i simboli della passione in terracotta ed i dolci.
Nei primi giorni della settimana santa, poi, si organizza la Via Crucis molto caratteristica che sfrutta la maestosa scalinata della città, adiacente la piazza del municipio; tale via crucis ripercorre gli ultimi eventi della vita terrena di Gesù, dall'incontro con Pilato alla sua morte in croce. Uno dei momenti più forti per la fede di questa città è il venerdì santo, quando il Cataletto del Cristo morto, cioè una scultura lignea riposta in un'urna costruita in legno e vetro e rifinita con oro, e la statua della Madonna Addolorata sono portati in processione. Le due statue sono trasportate a spalla dai fedeli. La domenica di Pasqua si ha una processione più imponente: ci sono tre statue, quella di S. Pietro proveniente dall'omonima chiesa, costituita di cartone pressato e vuota all'interno per far spazio al portatore, quella del Cristo risorto che proviene dalla Chiesa della Sacra Famiglia e che va incontro a quella della Madre. Quando si ha l'incontro tra Madre e Figlio, in prossimità della scalinata di S. Maria del Monte, la statua della Madonna è liberata dal manto nero del lutto e scopre quello bianco e celeste, segno di gioia.

La settimana santa a Palermo prevede varie manifestazioni come le rappresentazioni sacre dell'ultima Cena all'interno delle varie chiese cittadine, manifestazioni che raccolgono centinaia di giovani che lavorano per vari mesi per la loro riuscita. Ma un giorno veramente particolare è il Venerdì Santo che prevede quattro processioni, curate nei minimi particolari.
La prima è quella dei "cocchieri" che in passato, quando la nobiltà palermitana era fiorente, era molto più fastosa perchè c'era l'utilizzo di livree molto eleganti con i colori di riferimento delle casate d'appartenenza. Oggi tale confraternita si è allargata a tutti i ceti sociali, vista la già citata decadenza della nobiltà. I cocchieri portano in processione la vara del Cristo morto ela statua della Madonna; essi partono dalla Chiesa della Madonna dell'Itria nel primo pomeriggio e le due vare sono portate a turno da 32 persone, scortate da figuranti che indossano armature tordo-medievali.
La seconda processione è organizzata dalla confraternita dei panettieri, intestata a S. Maria Addolorata. In questo caso i due simulacri citati precedentemente sono scortati non solo dai fedeli, ma anche dei figuranti che indossano delle armature romane complete di tutto e costruite artigianalmente basandosi sull'esempio di maestri pupari. La processione parte dalla sede della confraternita e segue i confini del culto della Madonna. Il corteo si conclude a notte fonda con un rito religioso, dopo aver coinvolto i sei figuranti con le armature romane, le fanciulle devote alla Madonna, un "centurione romano", l'urna del Cristo morto seguita da alcuni confrati e la Statua della Madonna.
La terza processione riguarda la vergine SS. Addolorata della Soledad, una processione che porta per le vie della città la scultura lignea del Cristo morto e della Vergine della Soledad. In passato tale processione coinvolgeva anche i corpi militari.
La quarta ed ultima processione del venerdì santo palermitano coinvolge gli artigiani palermitani, devoti della Madonna del Lume, che portano il simulacro della loro protettrice dalla loro sede fino al Teatro Massimo e lungo le vie cittadine.

Tutta la settimana santa nella parte antica di Ragusa, Ibla, si hanno varie manifestazioni. C'è innanzitutto lo spostamento delle statue dalle chiese dove sono conservate alla chiesa madre di S. Giorgio ad opera di varie confraternite. La domenica delle palme i primi a muoversi sono i confrati della chiesa di S. Maria dell'Itria che hanno il compito di portare la statua della Addolorata mentre i confrati della chiesa dedicata a S. Maria Maddalena e San Teodoro fanno altrettanto con la statua dedicata alla Maddalena ed i confrati del SS. Rosario portano il simulacro di Cristo alla colonna. Il lunedì tocca ai confrati di S. Giacomo Apostolo con il simulacro di Gesù nell'orto ed ai confrati della chiesa di S. Maria dello Spasimo che trasportano il simulacro della Pietà; il martedì tocca ai confrati di S. Filippo Neri che trasportano il simulacro della Veronica. Tutto questo per l'esposizione del SS. Sacramento per le "40 ore" . Il giovedi santo si ha la visita dei fedeli alle varie parrocchie per effettuare i "sepolcri", cioè si rende onore ai vari altari preparati in alcune chiese di Ibla con fiori, ornamenti funebri, vasi con cereali che riproducono l'originario sepolcro del Cristo; in altre chiese, come quella dedicata al Crocifisso, si rispetta l'antica usanza di lasciare la chiesa al buio per venerare il Cristo in altro modo. Si arriva così al venerdi santo quando si ha la processione dei simulacri del Cristo e della Madonna, evento che parte dalla Chiesa madre S. Giorgio e ripercorre alcune vie di Ibla.

I riti greci legati alla settimana santa hanno conservato il loro fascino all'interno della Piana degli albanesi, nel palermitano, dove si ritrovano cinque delle otto comunità albanesi presenti nell'isola. Qui resiste un clima di convivenza civile tra due diverse etnie, anche se la minaccia economico-sociale del sistema capitalista è sempre evidente. I riti pasquali di questa comunità iniziano con il canto "lazeri", intonato dai giovani la settimana precedente quella di Pasqua per commemorare la resurrezione di Lazzaro; per l'occasione i giovani sono accompagnati dal sacerdote, il "papas". La domenica delle palme si rievoca l'entrata di Cristo a Gerusalemme attraverso la processione del vescovo che cavalca un asino e che ha le mani occupate con un crocifisso ed una piccola palma. Il momento più atteso dai fedeli è la lavanda dei piedi attuata il giovedì santo, quando il sacerdote che impersona San Pietro accetta di farsi lavare interamente dal vescovo. Il momento migliore per ascoltare i canti tipici è il venerdì santo, quando si intonano i passi evangelici che narrano la passione e morte del Cristo, eseguiti durante la mattinata; il pomeriggio si ha invece il corteo dell'immagine del Cristo, preceduta dal Crocefisso deposto in un'urna ricca di fiori ed incenso ed accompagnata dai fedeli e dai canti funebri eseguiti dal sacerdote.
Il giorno del sabato santo è caratterizzato dai battesimi per immersione, dalla liturgia di S. Basilio, dal salmo della resurrezione, cantato, e dai sacerduti che indossano la veste bianca che sostituisce il lutto.
Il giorno di Pasqua, nella Cattedrale di San Demetrio, si ha la preparazione della "mensa", che riunisce tutti i fedeli.

Anche a Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa, la settimana santa è molto particolare. Il lunedi santo i confratelli della congregazione di San Vito indossano un saio bianco ed un mantello blu, mentre quelli della congregazione di S. Filippo indossano un saio bianco ed un mantello viola; così vestiti, essi precedono il simulacro della Croce di Cristo che è portata in processione. Gli stessi preparativi si hanno per la processione del martedì santo che riguarda le congregazioni di S. Giovanni e del SS. Salvatore e quella del mercoledi santo che riguarda quella del SS. Sacramento.
Il giovedì santo è il giorno dei "sepolcri", che in questa città prevedono non solo le tradizionali e già citate visite nelle chiese della città, ma anche che tali visite siano sette, in onore dei sacramenti, e che nelle chiese, oltre le tradizionali preghiere, i fedeli debbano consumare del cibo nel sagrato dell'ultima chiesa visitata. Si arriva al venerdì santo, che conclude questa quadro con la processione dei simulacri del Cristo morto, che è deposto in un'urna, e della Madonna Addolorata, evento che coinvolge tutta la popolazione.

A Pietraperzia, in provincia di Enna, il venerdi santo si ha dalle prime ore del giorno una processione di fedeli in preghiera che cantano la passione del Cristo fino ad arrivare alla Chiesa del Carmine per deporre il simulacro del Cristo nella Cappella che l'ha ospitato durante l'anno. Nella piazza di fronte la Chiesa è montato un fercolo, un palo di cipresso di otto metri al quale si fissano delle fasce di lino di 30 metri, simbolo della devozione; alla sera il Cristo è agganciato alla croce del fercolo e, quando un fedele batte il terzo colpo ai chiodi della croce, l'asta del Crocifisso è issata grazie alle fasce ed ha inizio la processione con in testa il fercolo, mosso da almeno 500 fedeli, e che termina con la Madonna Addolorata, portata da gruppi femminili. La processione ha due momenti particolari, le girate, che sono effettuate in contrada Santa Croce e davanti la Chiesa Madre e che servono per far girare su se stesso il fercolo.

La settimana santa è coinvolgente anche ad Enna, visto che prevede una sentita e concreta partecipazione delle dieci confraternite presenti nella città. I festeggiamenti iniziano la domenica delle Palme con la distribuzione e la benedizione dei rametti d'ulivo e delle palme. La partecipazione delle confraternite è visibile già nella processione del mercoledì santo, quando i simulacri del Cristo e dell'Addolorata sono portati a spalla; le statue sono abbellite dai doni offerti dai fedeli. Il giovedì santo i membri delle confraternite sono vestiti in modo particolare: hanno un saio ed un cappuccio con i colori propri della propria confraternita; alcuni di loro trasportano dei ceri e delle torce ed hanno il compito di accopagnare le due vare in processione fino a notte fonda; i confrati hanno anche il compito di portare i propri stendardi e dei vassoi con dei simboli del martirio del Cristo, vassoi che poi saranno depositati ai piedi dell'altare del duomo cittadino. Il venerdì santo i confrati si ritrovano nel Duomo dove sono stati riposti i due simulacri, pronti per ripartire per una nuova processione che durerà fino a notte fonda, per poi rientrare nel Duomo. La domenica di Pasqua si ha l'incontro tra la Madonna ed il figlio risorto, evento che attua la scomparsa del dolore e l'arrivo della festa.

Il venerdì santo ad Ispica, in provincia di Ragusa, è molto particolare. La processione del "Cristo alla colonna" ha origini molto antiche delle quali si coservano gli aspetti più sani e si sono persi gli atteggiamenti più medievali come la costituzione di un gruppo di fedeli che rappresentano i "flagellanti", degli uomini a torso nudo e col capo cosparso di spine che si percuotevano le spalle con vario materiale (corde, vetro, ferro, chiodi...).
Oggi la processione è organizzata dalla confraternita della Chiesa di Santa Maria Maggiore che si occupa di prendere il simulacro del Cristo alla Colonna e di attuare la processione che inizia dopo la mezzanotte del giovedì santo fino alle prime luci dell'alba del venerdì, per poi iniziare alle tre del pomeriggio. Prima della processione la statua è sommersa dai baci dei fedeli ed è deposta in una vara. Questa cittadina non è immune dalle diatribe tra i Santi presenti anche in altre città isolane. Qui i cittadini si dividono tra "cavari", appartenenti alla Chiesa di S. Maria Maggiore, e "nunziatari", appartenenti alla Chiesa della SS. Annunziata. Entrambe le confraternite volevano avere una parte attiva nei festeggiamenti legati alla settimana santa e, per togliere ogni problema, si è giunti ad una sorta di compromesso: una delegazione dei nunziatari rendono omaggio alla Madonnina posta nella chiesa madre e poi alla statua del Cristo preservata nella chiesa S. Maria Maggiore; così inizia la processione organizzata dai cavari della chiesa di Santa Maria Maggiore, mentre il venerdì santo è il turno dei nunziatari con il Cristo alla Croce, previo prelevamento di una delegazione della confraternita legata a Santa Maria Maggiore, l'inchino in onore della statua della Madonna della Chiesa madre e a quella dei cavari.

Tutta la settimana santa prevede vari eventi nel paesino Gangi, immerso nelle Madonie (Pa). Tutto inizia, ovviamente, la domenica delle palme, quando i vari esponenti delle confraternite, con i loro mantelli ricamati, attraversano le vie della città portando in spalla delle palme benedette. La preparazione di tale processione è molto particolareggiata e prevede un certo cerimoniale.
Sono coinvolte le confraternite cittadine, una decina. A turno, seguendo un preciso ordine ciclico, ognuna di loro ha il compito di provvedere alla raccolta delle palme e dei datteri, ed il conseguente peso economico dovuto alla raccolta. Le palme sono suddivise in gruppi di dieci, tante quante sono le confraternite, e suddivise tra esse tramite sorteggio. Dopo la suddivisione, le confraternite si predispongono per la processione. Intanto, altri esponenti delle confraternite hanno il compito di partecipare alla processione portando le insegne della confraternita d'appartenenza. Un esponente per confraternita ha il compito di portare in corteo il cero con il simbolo che rappresenta la confraternita stessa, cero sostenuto da un bastone. Il corteo attraversa la città e le confraternite hanno un posto assegnato in base allo ordine cronologico della loro fondazione. Il corteo segue varie tappe prestabilite, prima fra tutte di fronte la Chiesa madre dedicata a S. Nicola di Bari, dove le palme sono benedette. Il corteo procede ovviamente coinvolgendo i fedeli ma anche dei tamburi che accompagnano tutto il percorso fino al rientro nella chiesa madre. Il giovedi santo le confraternite si riuniscono nelle loro chiese attorno ad una tavola ricca di pani a forma di agnello e preparati con la farina di semola. Il venerdì santo si ha la processione di varie statue, che sono trasportate a spalla, e cioè quelle di Gesù nell'orto del Getsemani, di S. Maria della pietà, di Gesù e dell'Addolorata; le statue sono accompagnate dai confrati che trasportano i ceri.

A Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, la processione del venerdì santo prevede tre momenti distinti: l'incontro tra Gesù Cristo e S. Giovanni Battista, Veronica che aciuga il volto del Cristo ed il congiungimento dei simulacri del Cristo e della Madonna Addolorata. A sera esce il simulacro destinato ad accogliere il corpo del Cristo ed il maestro incappucciato che deve guidare la processione verso il Calvario è nominato un'ora prima dell'inizio della processione e la sua identità è conosciuta solo dal capo delle forze dell'ordine.

A Vittoria (Rg) la settimana santa prevede per il giovedì santo con la processione del "Cristo alla colonna", processione dalle antiche origini, un tempo affidata alla congregazione omonima oggi scomparsa e che prevede il giro del fercolo dorato del Cristo per le vie della città. Il venerdì si ha la rappresentazione della "Scesa della croce": nel tempio Calvario addobbato con delle maioliche colorate rappresentanti scene della passione e morte di Cristo, gli attori con l'abito d'epoca e recitanti in dialetto depongono il corpo del Cristo sceso dalla croce in un'urna che viene portata in processione per le vie cittadine fino a dove un tempo sorgeva la chiesa ed il monastero di S. Teresa, per poi tornare nella chiesa madre dove il Cristo è deposto nel letto funebre; una seconda processione riguarda il Cristo morto insieme al simulacro di S. Maria Addolorata ed è organizzata dalla congregazione del SS. Crocifisso; tale evento si conclude con la crocifissione del simulacro del Cristo ed alla sua destra è posto il simulacro della Madonna dentro il suo fercolo.

Il sabato santo, nelle campagne di Terrasini (Pa), si ha un rito particolare: si recide un albero selvaggio, generalmente un pompelmo, alla radice, in modo che possa essere addobato collegialmente dal comitato della festa degli scapoli, attraverso l'aggiunta di rami posticci e di addobbi particolari. Il peso dell'albero così preparato oscilla tra i 50 e i 55 chilogrammi. Tale evento ha radici remote e simboleggia il risveglio della vegetazione. La benedizione degli alberi rappresenta il ritorno della primavera, di primaria importanza nell'economia agricola della Sicilia.

A Comiso, in provincia di Ragusa, si hanno vari festeggiamenti per la settimana santa. Il mercoledì santo si ha la processione che parte dalla Chiesa madre e che compie tre giri: il primo è dedicato ai sacerdoti e si svolge vicino la chiesa di S. Biagio, il secondo è dedicato alla confraternita di Maria Ss. Addolorata ed il terzo è dedicato alla congregazione del SS. Sacramento e si svolge vicino la Chiesa dell'Annunziata. Il venerdì santo si ha una seconda processione: il simulacro del Cristo Morto e quella di Maria Addolorata sono portati per le vie della città.
Il sabato, domenica e lunedi di Pasqua le campane della Chiesa dell'Annunziata sempre a Comiso, suonano a festa. Ricorre la festa di Maria Annunziata, che però perde il titolo di festa patronale perchè rientra nelle feste pasquali.
Prima che la giornata di sabato sia conclusa, la statua della Madonna è prelevata dalla sua nicchia all'interno della Chiesa perchè il giorno di Pasqua ci sarà la processione di questa statua insieme a quella del Cristo risorto. Tale processione è denominata anche "la pace": raggiunto uno spiazzale adeguatamente grande, le due stanze sono poste l'una di fronte alla altra, a distanza di circa 50 metri, per poi ricongiungersi in un incontro accompagnato dal battere delle mani dei fedeli, dal movimento di fazzoletti bianchi per aria e dall'esecuzione dell'inno reale da parte della banda musicale; questo incontro è ripetuto più volte e raggiunge il suo culmine quando il rito è ripetuto nella piazza fonte Diana, quando l'evento è anche accompagnato dallo strepitio delle campane della chiesa. L'ultima rappresentazione della "pace" si ha quando le statue rientrano in Chiesa.

A Modica (Rg), il giorno più caratterristico dei festeggiamenti pasquali cade proprio il giorno di Pasqua, quando il simulacro della Madonna ancora in lutto è portato in processione per la via pricnipale della città, il corso Umberto; quando si scorge da lontano la statua del Cristo risorto, la processione prevede l'incontro delle due statue, la liberazione dal manto nero della Madonna ed il volo di colombe. L'evento è noto con l'espressione di "Madonna Vasa-Vasa" perchè, nel momento dell'incontro, le due statue si avvicinano per un bacio. Tale bacio si ha nella piazza S. Domenico, vicino il Palazzo di città. Tale festa risale al '600 ed ha origini spagnole.

La domenica di Pasqua ad Adrano, in provincia di Catania, si effettua "La diavolata", una rappresentazione sacra d'origine medievale.
Essa si effettua nei pressi della piazza cittadina principale sfruttando come scenario ideale il Castello-Museo cittadino.
In questa zona e' costruito un palco che ospitera' cinque diavoli vestiti di rosso che escono da una botola accompagnati da fiammate e fumo, Lucifero, la Morte - indossa un abito raffigurante uno scheletro - ed un angelo - e' rappresentato da un bambino -. L'evento e' costituito da una serie di discussioni sul bene e sul male e si conclude quando l'Angelo costringe i diavoli a pronunciare la frase "Viva Maria".

Il martedì di Pasqua a Palagonia, in provincia di Catania, si festeggia S. Febronia. La tradizione religiosa ci tramanda che tale ragazza visse, nei primi anni del IV secolo, in un monastero ai confini della Siria. finchè l'imperatore Diocleziano inviò lì i suoi ministri per arginare la diffusione del Cristianesimo e la ragazza fu martirizzata. A tali eventi sono stati aggiunti dei particolari: pare che un frate, di ritorno da Roma alla sua città natale Militello con delle reliquie - comprese quelle di S. Febronia - perse la strada e si riparò vicino palagonia; durante la notte sognò la Santa che gli raccomandò di portare le sue reliquie a Palagonia; il giorno seguente il frate riprese il suo viaggio, noncurante del sogno, ma fu interrotto nuovamente da un temporale e si riparò nelle grotte dette "li costi"; qui decise di obbedire alla Santa. La sera del lunedì di Pasqua la Chiesa madre della città è gremita di fedeli che guardano verso l'altare maggiore dove è posto un tronco d'albero diviso in due dove è posta una statua della Santa iin atteggiamento di preghiera, mentre degli angeli scendono dall'alto per deporre una corona nella testa della statua. Il giorno della festa la statua della Santa è portata in processione fino alle grotte Li Costi, per poi ritornare nella chiesa madre per recitare un ottavario, per poi ripartire in processione.

Il secondo giovedì dopo Pasqua si festeggia S. Francesco da Paola a Palermo.
E' noto che il patronato della città spetta a S. Rosalia, ma qui come in altre città isolane sono festeggiati altri Santi, e precisamente S. Francesco da Paola. La storia di questo Santo ci fa sapere che Egli nacque il 1416, nacque e morì di venerdì ed ebbe un colloquio di 13 ore con la Madonna ed il dono da Dio di elargire 13 grazie giornaliere ai suoi devoti. Per i primi 13 venerdì dell'anno si attuano i cosiddetti "viaggi" a Lui dedicati, cioè dei pellegrinaggi effettuati dai suoi fedeli, in particolar modo le donne incinte, nella sua Chiesa recitando il santo rosario.
Alla fine di questi 13 venerdì si arriva quasi sempre alla settimana santa, quando tutti gli altri festeggiamenti sono generalmente sospesi e ci si concentra sulla Passione e morte del Cristo. Si deve attendere il secondo giovedì dopo Pasqua per ricominciare i festeggiamenti con la preparazione dell'imponente statua in argento del Santo che l'indomani riceverà le offerte dei fedeli e gli ex-voto. La domenica successiva si ha la processione della Statua in un bagno di folla e per le vie cittadine; durante la processione il Superiore della confraternita dei muratori, che ha come Santo protettore proprio S. Francesco, un uomo eletto precedentemente, ha il privilegio di far fermare la statua vicino le abitazioni di familiari, amici e persone di riguardo.

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