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Questa
ricorrenza religiosa e', ovviamente, tra le
piu' importanti dell'anno liturgico ed in
Sicilia ha dato origine a molte feste
cittadine che uniscono magnificamente i
momenti salienti della Passione, Morte e
Resurrezione di Gesu' Cristo alla ritualita'
popolare le cui origini affondano in tempi
antichissimi, alle forme espressive a volte
teatrali e drammatiche che spesso si
presentano in maniera articolata e complessa e
simboli di rinnovamento piu' totale.
Quello che colpisce principalmente delle feste
pasquali siciliane e' l'attiva partecipazione
popolare che si manifesta non solo nei
classici cortei e pellegrinaggi, ma anche
nell'alternanza dei sentimenti tristi del
lutto per la morte del Redentore e quelli
allegri e festosi per la Sua Resurrezuione.
Mentre per gli ebrei tale ricorrenza celebrava
il ricordo della liberazione dalla schiavitu',
con la venuta di Cristo, dunque per i
cristiani, si ha un nuovo significato, la
liberazione dal male e dal peccato.
La Pasqua ha i suoi momenti liturgici
stabiliti lungo i 40 giorni della Quaresima ed
in modo particolare nella settimana santa che
va dalla domenica delle Palme, antecedente
quella di Pasqua, quando si benedicono i
ramoscelli d'ulivo, a quella di Pasqua, che
generalmente ha come date estreme il 22 marzo
ed il 25 aprile, e che comunque segue il
plenilunio dell'equinozio primaverile.
Durante
la settimana santa, e precisamente dal
mercoledi al venerdi santo, a S. Fratello,
nelle Nebrodi messinesi, si ha un altro
esempio di questa particolare unione tra sacro
e profano. Qui si ha anche l'unione del dolore
per la perdita del Cristo e della fastosità
tipica del carnevale.
Una miriade di contadini e pastori si
travestono da "giudei" con dei
particolari costumi costituiti da giubbe rosse
e gialle impreziosite con motivi floreali e
ricami e da un cappuccio rosso che ricopre la
testa. Tali costumi ricordano in parte quelli
dei soldati romani che flagellarono Gesù e
sono di propietà delle famiglie del posto e
sono tramandate da padre in figlio.
img src="storia&tradizioni_file/storia2.jpg" align="right" v:shapes="_x0000_s1027" width="200" height="137">Tali
"giudei" ripercorrono le vie della
città con squilli di trombe, catene
minacciose e campanacci in modo allegro con il
chiaro intento di distogliere l'attenzione
popolare dal dolore per la morte di Gesù
Cristo.
Il contrasto ha il suo punto cruciale il
venerdì santo, quando il corteo che segue il
Crocifisso è disturbato ed interrotto nel suo
cammino dall'arrivo festoso dei giudei.
In passato la festa era più irriverente e
pericolosa, tanto da proibire la vendita di
alcolici.
La
settimana santa è caratteristica anche a Barcellona
Pozzo di Gotto, in provincia di Messina,
dove il giovedì santo 12 uomini, che
rappresentano gli apostoli, attuano la
canonica lavanda dei piedi e poi il
peregrinare per le chiese ed i tabernacoli
della città. Il venerdì santo si ha la
processione di circa 20 statue fastose
realizzate con l'uso di vari materiali come la
cartapesta ed il legno, numero destinato a
crescere quando si aggiungono quelle
provenienti da Pozzo di Gotto. Ancora oggi, un
vago ricordo di quello che avveniva in
passato, si ha la riunione dei "vissillanti",
visto che resiste l'abitudine di far seguire
le vare adoperate nella processione, tranne
quella del Cristo morto, da un manipolo di
devoti che cantano.
La
Pasqua è molto sentita anche a Caltagirone,
in provincia di Catania, dove si venera Gesù
Crocifisso. Si ha la venerazione della Madonna
Addolorata una domenica di passione in cui i
fedeli si raccolgono nella chiesa dei
cappuccini per venerare il gruppo ligneo del
1700 che rappresenta il Cristo e la Madre,
giorno in cui rientrano, dopo 15 giorni, le
bancarelle dove si vendono i simboli della
passione in terracotta ed i dolci.
Nei primi giorni della settimana santa, poi,
si organizza la Via Crucis molto
caratteristica che sfrutta la maestosa
scalinata della città, adiacente la piazza
del municipio; tale via crucis ripercorre gli
ultimi eventi della vita terrena di Gesù,
dall'incontro con Pilato alla sua morte in
croce. Uno dei momenti più forti per la fede
di questa città è il venerdì santo, quando
il Cataletto del Cristo morto, cioè una
scultura lignea riposta in un'urna costruita
in legno e vetro e rifinita con oro, e la
statua della Madonna Addolorata sono portati
in processione. Le due statue sono trasportate
a spalla dai fedeli. La domenica di Pasqua si
ha una processione più imponente: ci sono tre
statue, quella di S. Pietro proveniente
dall'omonima chiesa, costituita di cartone
pressato e vuota all'interno per far spazio al
portatore, quella del Cristo risorto che
proviene dalla Chiesa della Sacra Famiglia e
che va incontro a quella della Madre. Quando
si ha l'incontro tra Madre e Figlio, in
prossimità della scalinata di S. Maria del
Monte, la statua della Madonna è liberata dal
manto nero del lutto e scopre quello bianco e
celeste, segno di gioia.
La
settimana santa a Palermo prevede varie
manifestazioni come le rappresentazioni sacre
dell'ultima Cena all'interno delle varie
chiese cittadine, manifestazioni che
raccolgono centinaia di giovani che lavorano
per vari mesi per la loro riuscita. Ma un
giorno veramente particolare è il Venerdì
Santo che prevede quattro processioni, curate
nei minimi particolari.
La prima è quella dei "cocchieri"
che in passato, quando la nobiltà palermitana
era fiorente, era molto più fastosa perchè
c'era l'utilizzo di livree molto eleganti con
i colori di riferimento delle casate
d'appartenenza. Oggi tale confraternita si è
allargata a tutti i ceti sociali, vista la già
citata decadenza della nobiltà. I cocchieri
portano in processione la vara del Cristo
morto ela statua della Madonna; essi partono
dalla Chiesa della Madonna dell'Itria nel
primo pomeriggio e le due vare sono portate a
turno da 32 persone, scortate da figuranti che
indossano armature tordo-medievali.
La seconda processione è organizzata dalla
confraternita dei panettieri, intestata a S.
Maria Addolorata. In questo caso i due
simulacri citati precedentemente sono scortati
non solo dai fedeli, ma anche dei figuranti
che indossano delle armature romane complete
di tutto e costruite artigianalmente basandosi
sull'esempio di maestri pupari. La processione
parte dalla sede della confraternita e segue i
confini del culto della Madonna. Il corteo si
conclude a notte fonda con un rito religioso,
dopo aver coinvolto i sei figuranti con le
armature romane, le fanciulle devote alla
Madonna, un "centurione romano",
l'urna del Cristo morto seguita da alcuni
confrati e la Statua della Madonna.
La terza processione riguarda la vergine SS.
Addolorata della Soledad, una processione che
porta per le vie della città la scultura
lignea del Cristo morto e della Vergine della
Soledad. In passato tale processione
coinvolgeva anche i corpi militari.
La quarta ed ultima processione del venerdì
santo palermitano coinvolge gli artigiani
palermitani, devoti della Madonna del Lume,
che portano il simulacro della loro
protettrice dalla loro sede fino al Teatro
Massimo e lungo le vie cittadine.
Tutta
la settimana santa nella parte antica di Ragusa,
Ibla, si hanno varie manifestazioni. C'è
innanzitutto lo spostamento delle statue dalle
chiese dove sono conservate alla chiesa madre
di S. Giorgio ad opera di varie confraternite.
La domenica delle palme i primi a muoversi
sono i confrati della chiesa di S. Maria
dell'Itria che hanno il compito di portare la
statua della Addolorata mentre i confrati
della chiesa dedicata a S. Maria Maddalena e
San Teodoro fanno altrettanto con la statua
dedicata alla Maddalena ed i confrati del SS.
Rosario portano il simulacro di Cristo alla
colonna. Il lunedì tocca ai confrati di S.
Giacomo Apostolo con il simulacro di Gesù
nell'orto ed ai confrati della chiesa di S.
Maria dello Spasimo che trasportano il
simulacro della Pietà; il martedì tocca ai
confrati di S. Filippo Neri che trasportano il
simulacro della Veronica. Tutto questo per
l'esposizione del SS. Sacramento per le
"40 ore" . Il giovedi santo si ha la
visita dei fedeli alle varie parrocchie per
effettuare i "sepolcri", cioè si
rende onore ai vari altari preparati in alcune
chiese di Ibla con fiori, ornamenti funebri,
vasi con cereali che riproducono l'originario
sepolcro del Cristo; in altre chiese, come
quella dedicata al Crocifisso, si rispetta
l'antica usanza di lasciare la chiesa al buio
per venerare il Cristo in altro modo. Si
arriva così al venerdi santo quando si ha la
processione dei simulacri del Cristo e della
Madonna, evento che parte dalla Chiesa madre
S. Giorgio e ripercorre alcune vie di Ibla.
I
riti greci legati alla settimana santa hanno
conservato il loro fascino all'interno della Piana
degli albanesi, nel palermitano, dove si
ritrovano cinque delle otto comunità albanesi
presenti nell'isola. Qui resiste un clima di
convivenza civile tra due diverse etnie, anche
se la minaccia economico-sociale del sistema
capitalista è sempre evidente. I riti
pasquali di questa comunità iniziano con il
canto "lazeri", intonato dai giovani
la settimana precedente quella di Pasqua per
commemorare la resurrezione di Lazzaro; per
l'occasione i giovani sono accompagnati dal
sacerdote, il "papas". La domenica
delle palme si rievoca l'entrata di Cristo a
Gerusalemme attraverso la processione del
vescovo che cavalca un asino e che ha le mani
occupate con un crocifisso ed una piccola
palma. Il momento più atteso dai fedeli è la
lavanda dei piedi attuata il giovedì santo,
quando il sacerdote che impersona San Pietro
accetta di farsi lavare interamente dal
vescovo. Il momento migliore per ascoltare i
canti tipici è il venerdì santo, quando si
intonano i passi evangelici che narrano la
passione e morte del Cristo, eseguiti durante
la mattinata; il pomeriggio si ha invece il
corteo dell'immagine del Cristo, preceduta dal
Crocefisso deposto in un'urna ricca di fiori
ed incenso ed accompagnata dai fedeli e dai
canti funebri eseguiti dal sacerdote.
Il giorno del sabato santo è caratterizzato
dai battesimi per immersione, dalla liturgia
di S. Basilio, dal salmo della resurrezione,
cantato, e dai sacerduti che indossano la
veste bianca che sostituisce il lutto.
Il giorno di Pasqua, nella Cattedrale di San
Demetrio, si ha la preparazione della
"mensa", che riunisce tutti i
fedeli.
Anche
a Chiaramonte Gulfi, in provincia di
Ragusa, la settimana santa è molto
particolare. Il lunedi santo i confratelli
della congregazione di San Vito indossano un
saio bianco ed un mantello blu, mentre quelli
della congregazione di S. Filippo indossano un
saio bianco ed un mantello viola; così
vestiti, essi precedono il simulacro della
Croce di Cristo che è portata in processione.
Gli stessi preparativi si hanno per la
processione del martedì santo che riguarda le
congregazioni di S. Giovanni e del SS.
Salvatore e quella del mercoledi santo che
riguarda quella del SS. Sacramento.
Il giovedì santo è il giorno dei
"sepolcri", che in questa città
prevedono non solo le tradizionali e già
citate visite nelle chiese della città, ma
anche che tali visite siano sette, in onore
dei sacramenti, e che nelle chiese, oltre le
tradizionali preghiere, i fedeli debbano
consumare del cibo nel sagrato dell'ultima
chiesa visitata. Si arriva al venerdì santo,
che conclude questa quadro con la processione
dei simulacri del Cristo morto, che è deposto
in un'urna, e della Madonna Addolorata, evento
che coinvolge tutta la popolazione.
A
Pietraperzia, in provincia di Enna, il
venerdi santo si ha dalle prime ore del giorno
una processione di fedeli in preghiera che
cantano la passione del Cristo fino ad
arrivare alla Chiesa del Carmine per deporre
il simulacro del Cristo nella Cappella che
l'ha ospitato durante l'anno. Nella piazza di
fronte la Chiesa è montato un fercolo, un
palo di cipresso di otto metri al quale si
fissano delle fasce di lino di 30 metri,
simbolo della devozione; alla sera il Cristo
è agganciato alla croce del fercolo e, quando
un fedele batte il terzo colpo ai chiodi della
croce, l'asta del Crocifisso è issata grazie
alle fasce ed ha inizio la processione con in
testa il fercolo, mosso da almeno 500 fedeli,
e che termina con la Madonna Addolorata,
portata da gruppi femminili. La processione ha
due momenti particolari, le girate, che sono
effettuate in contrada Santa Croce e davanti
la Chiesa Madre e che servono per far girare
su se stesso il fercolo.
La
settimana santa è coinvolgente anche ad Enna,
visto che prevede una sentita e concreta
partecipazione delle dieci confraternite
presenti nella città. I festeggiamenti
iniziano la domenica delle Palme con la
distribuzione e la benedizione dei rametti
d'ulivo e delle palme. La partecipazione delle
confraternite è visibile già nella
processione del mercoledì santo, quando i
simulacri del Cristo e dell'Addolorata sono
portati a spalla; le statue sono abbellite dai
doni offerti dai fedeli. Il giovedì santo i
membri
delle confraternite sono vestiti in modo
particolare: hanno un saio ed un cappuccio con
i colori propri della propria confraternita;
alcuni di loro trasportano dei ceri e delle
torce ed hanno il compito di accopagnare le
due vare in processione fino a notte fonda; i
confrati hanno anche il compito di portare i
propri stendardi e dei vassoi con dei simboli
del martirio del Cristo, vassoi che poi
saranno depositati ai piedi dell'altare del
duomo cittadino. Il venerdì santo i confrati
si ritrovano nel Duomo dove sono stati riposti
i due simulacri, pronti per ripartire per una
nuova processione che durerà fino a notte
fonda, per poi rientrare nel Duomo. La
domenica di Pasqua si ha l'incontro tra la
Madonna ed il figlio risorto, evento che attua
la scomparsa del dolore e l'arrivo della
festa.
Il
venerdì santo ad Ispica, in provincia
di Ragusa, è molto particolare. La
processione del "Cristo alla
colonna" ha origini molto antiche delle
quali si coservano gli aspetti più sani e si
sono persi gli atteggiamenti più medievali
come la costituzione di un gruppo di fedeli
che rappresentano i "flagellanti",
degli uomini a torso nudo e col capo cosparso
di spine che si percuotevano le spalle con
vario materiale (corde, vetro, ferro,
chiodi...).
Oggi la processione è organizzata dalla
confraternita della Chiesa di Santa Maria
Maggiore che si occupa di prendere il
simulacro del Cristo alla Colonna e di attuare
la processione che inizia dopo la mezzanotte
del giovedì santo fino alle prime luci
dell'alba del venerdì, per poi iniziare alle
tre del pomeriggio. Prima della processione la
statua è sommersa dai baci dei fedeli ed è
deposta in una vara. Questa cittadina non è
immune dalle diatribe tra i Santi presenti
anche in altre città isolane. Qui i cittadini
si dividono tra "cavari",
appartenenti alla Chiesa di S. Maria Maggiore,
e "nunziatari", appartenenti alla
Chiesa della SS. Annunziata. Entrambe le
confraternite volevano avere una
parte
attiva nei festeggiamenti legati alla
settimana santa e, per togliere ogni problema,
si è giunti ad una sorta di compromesso: una
delegazione dei nunziatari rendono omaggio
alla Madonnina posta nella chiesa madre e poi
alla statua del Cristo preservata nella chiesa
S. Maria Maggiore; così inizia la processione
organizzata dai cavari della chiesa di Santa
Maria Maggiore, mentre il venerdì santo è il
turno dei nunziatari con il Cristo alla Croce,
previo prelevamento di una delegazione della
confraternita legata a Santa Maria Maggiore,
l'inchino in onore della statua della Madonna
della Chiesa madre e a quella dei cavari.
Tutta
la settimana santa prevede vari eventi nel
paesino Gangi, immerso nelle Madonie (Pa).
Tutto inizia, ovviamente, la domenica delle
palme, quando i vari esponenti delle
confraternite, con i loro mantelli ricamati,
attraversano le vie della città portando in
spalla delle palme benedette. La preparazione
di tale processione è molto particolareggiata
e prevede un certo cerimoniale.
Sono coinvolte le confraternite cittadine, una
decina. A turno, seguendo un preciso ordine
ciclico, ognuna di loro ha il compito di
provvedere alla raccolta delle palme e dei
datteri, ed il conseguente peso economico
dovuto alla raccolta. Le palme sono suddivise
in gruppi di dieci, tante quante sono le
confraternite, e suddivise tra esse tramite
sorteggio. Dopo la suddivisione, le
confraternite si predispongono per la
processione. Intanto, altri esponenti delle
confraternite hanno il compito di partecipare
alla processione portando le insegne della
confraternita d'appartenenza. Un esponente per
confraternita ha il compito di portare in
corteo il cero con il simbolo che rappresenta
la confraternita stessa, cero sostenuto da un
bastone. Il corteo attraversa la città e le
confraternite hanno un posto assegnato in base
allo ordine cronologico della loro fondazione.
Il corteo segue varie tappe prestabilite,
prima fra tutte di fronte la Chiesa madre
dedicata a S. Nicola di Bari, dove le palme
sono benedette. Il corteo procede ovviamente
coinvolgendo i fedeli ma anche dei tamburi che
accompagnano tutto il percorso fino al rientro
nella chiesa madre. Il giovedi santo le
confraternite si riuniscono nelle loro chiese
attorno ad una tavola ricca di pani a forma di
agnello e preparati con la farina di semola.
Il venerdì santo si ha la processione di
varie statue, che sono trasportate a spalla, e
cioè quelle di Gesù nell'orto del Getsemani,
di S. Maria della pietà, di Gesù e
dell'Addolorata; le statue sono accompagnate
dai confrati che trasportano i ceri.
A
Mazzarino, in provincia di
Caltanissetta, la processione del venerdì
santo prevede tre momenti distinti: l'incontro
tra Gesù Cristo e S. Giovanni Battista,
Veronica che aciuga il volto del Cristo ed il
congiungimento dei simulacri del Cristo e
della Madonna Addolorata. A sera esce il
simulacro destinato ad accogliere il corpo del
Cristo ed il maestro incappucciato che deve
guidare la processione verso il Calvario è
nominato un'ora prima dell'inizio della
processione e la sua identità è conosciuta
solo dal capo delle forze dell'ordine.
A
Vittoria (Rg) la settimana santa
prevede per il giovedì santo con la
processione del "Cristo alla
colonna", processione dalle antiche
origini, un tempo affidata alla congregazione
omonima oggi scomparsa e che prevede il giro
del fercolo dorato del Cristo per le vie della
città. Il venerdì si ha la rappresentazione
della "Scesa della croce": nel
tempio Calvario addobbato con delle maioliche
colorate rappresentanti scene della passione e
morte di Cristo, gli attori con l'abito
d'epoca e recitanti in dialetto depongono il
corpo del Cristo sceso dalla croce in un'urna
che viene portata in processione per le vie
cittadine fino a dove un tempo sorgeva la
chiesa ed il monastero di S. Teresa, per poi
tornare nella chiesa madre dove il Cristo è
deposto nel letto funebre; una seconda
processione riguarda il Cristo morto insieme
al simulacro di S. Maria Addolorata ed è
organizzata dalla congregazione del SS.
Crocifisso; tale evento si conclude con la
crocifissione del simulacro del Cristo ed alla
sua destra è posto il simulacro della Madonna
dentro il suo fercolo.
Il
sabato santo, nelle campagne di Terrasini
(Pa), si ha un rito particolare: si recide un
albero selvaggio, generalmente un pompelmo,
alla radice, in modo che possa essere addobato
collegialmente dal comitato della festa degli
scapoli, attraverso l'aggiunta di rami
posticci e di addobbi particolari. Il peso
dell'albero così preparato oscilla tra i 50 e
i 55 chilogrammi. Tale evento ha radici remote
e simboleggia il risveglio della vegetazione.
La benedizione degli alberi rappresenta il
ritorno della primavera, di primaria
importanza nell'economia agricola della
Sicilia.
A
Comiso, in provincia di Ragusa, si
hanno vari festeggiamenti per la settimana
santa. Il mercoledì santo si ha la
processione che parte dalla Chiesa madre e che
compie tre giri: il primo è dedicato ai
sacerdoti e si svolge vicino la chiesa di S.
Biagio, il secondo è dedicato alla
confraternita di Maria Ss. Addolorata ed il
terzo è dedicato alla congregazione del SS.
Sacramento e si svolge vicino la Chiesa
dell'Annunziata. Il venerdì santo si ha una
seconda processione: il simulacro del Cristo
Morto e quella di Maria Addolorata sono
portati per le vie della città.
Il sabato, domenica e lunedi di Pasqua le
campane della Chiesa dell'Annunziata sempre a
Comiso, suonano a festa. Ricorre la festa di
Maria Annunziata, che però perde il titolo di
festa patronale perchè rientra nelle feste
pasquali.
Prima che la giornata di sabato sia conclusa,
la statua della Madonna è prelevata dalla sua
nicchia all'interno della Chiesa perchè il
giorno di Pasqua ci sarà la processione di
questa statua insieme a quella del Cristo
risorto. Tale processione è denominata anche
"la pace": raggiunto uno spiazzale
adeguatamente grande, le due stanze sono poste
l'una di fronte alla altra, a distanza di
circa 50 metri, per poi ricongiungersi in un
incontro accompagnato dal battere delle mani
dei fedeli, dal movimento di fazzoletti
bianchi per aria e dall'esecuzione dell'inno
reale da parte della banda musicale; questo
incontro è ripetuto più volte e raggiunge il
suo culmine quando il rito è ripetuto nella
piazza fonte Diana, quando l'evento è anche
accompagnato dallo strepitio delle campane
della chiesa. L'ultima rappresentazione della
"pace" si ha quando le statue
rientrano in Chiesa.
A
Modica (Rg), il giorno più
caratterristico dei festeggiamenti pasquali
cade proprio il giorno di Pasqua, quando il
simulacro della Madonna ancora in lutto è
portato in processione per la via pricnipale
della città, il corso Umberto; quando si
scorge da lontano la statua del Cristo
risorto, la processione prevede l'incontro
delle due statue, la liberazione dal manto
nero della Madonna ed il volo di colombe.
L'evento è noto con l'espressione di
"Madonna Vasa-Vasa" perchè, nel
momento dell'incontro, le due statue si
avvicinano per un bacio. Tale bacio si ha
nella piazza S. Domenico, vicino il Palazzo di
città. Tale festa risale al '600 ed ha
origini spagnole.
La
domenica di Pasqua ad Adrano, in
provincia di Catania, si effettua "La
diavolata", una rappresentazione sacra
d'origine medievale.
Essa si effettua nei pressi della piazza
cittadina principale sfruttando come scenario
ideale il Castello-Museo cittadino.
In questa zona e' costruito un palco che
ospitera' cinque diavoli vestiti di rosso che
escono da una botola accompagnati da fiammate
e fumo, Lucifero, la Morte - indossa un abito
raffigurante uno scheletro - ed un angelo - e'
rappresentato da un bambino -. L'evento e'
costituito da una serie di discussioni sul
bene e sul male e si conclude quando l'Angelo
costringe i diavoli a pronunciare la frase
"Viva Maria".
Il
martedì di Pasqua a Palagonia, in
provincia di Catania, si festeggia S.
Febronia. La tradizione religiosa ci tramanda
che tale ragazza visse, nei primi anni del IV
secolo, in un monastero ai confini della
Siria. finchè l'imperatore Diocleziano inviò
lì i suoi ministri per arginare la diffusione
del Cristianesimo e la ragazza fu
martirizzata. A tali eventi sono stati
aggiunti dei particolari: pare che un frate,
di ritorno da Roma alla sua città natale
Militello con delle reliquie - comprese quelle
di S. Febronia - perse la strada e si riparò
vicino palagonia; durante la notte sognò la
Santa che gli raccomandò di portare le sue
reliquie a Palagonia; il giorno seguente il
frate riprese il suo viaggio, noncurante del
sogno, ma fu interrotto nuovamente da un
temporale e si riparò nelle grotte dette
"li costi"; qui decise di obbedire
alla Santa. La sera del lunedì di Pasqua la
Chiesa madre della città è gremita di fedeli
che guardano verso l'altare maggiore dove è
posto un tronco d'albero diviso in due dove è
posta una statua della Santa iin atteggiamento
di preghiera, mentre degli angeli scendono
dall'alto per deporre una corona nella testa
della statua. Il giorno della festa la statua
della Santa è portata in processione fino
alle grotte Li Costi, per poi ritornare nella
chiesa madre per recitare un ottavario, per
poi ripartire in processione.
Il
secondo giovedì dopo Pasqua si festeggia S.
Francesco da Paola a Palermo.
E' noto che il patronato della città spetta a
S. Rosalia, ma qui come in altre città
isolane sono festeggiati altri Santi, e
precisamente S. Francesco da Paola. La storia
di questo Santo ci fa sapere che Egli nacque
il 1416, nacque e morì di venerdì ed ebbe un
colloquio di 13 ore con la Madonna ed il dono
da Dio di elargire 13 grazie giornaliere ai
suoi devoti. Per i primi 13 venerdì dell'anno
si attuano i cosiddetti "viaggi" a
Lui dedicati, cioè dei pellegrinaggi
effettuati dai suoi fedeli, in particolar modo
le donne incinte, nella sua Chiesa recitando
il santo rosario.
Alla fine di questi 13 venerdì si arriva
quasi sempre alla settimana santa, quando
tutti gli altri festeggiamenti sono
generalmente sospesi e ci si concentra sulla
Passione e morte del Cristo. Si deve attendere
il secondo giovedì dopo Pasqua per
ricominciare i festeggiamenti con la
preparazione dell'imponente statua in argento
del Santo che l'indomani riceverà le offerte
dei fedeli e gli ex-voto. La domenica
successiva si ha la processione della Statua
in un bagno di folla e per le vie cittadine;
durante la processione il Superiore della
confraternita dei muratori, che ha come Santo
protettore proprio S. Francesco, un uomo
eletto precedentemente, ha il privilegio di
far fermare la statua vicino le abitazioni di
familiari, amici e persone di riguardo.
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