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Il cartellone del 2008 comprende otto opere, tre spettacoli di danza e undici appuntamenti concertistici legati dal tema dell'eterna lotta fra il Bene e il Male

IL MEFISTOFELE DI BOITO APRE LA STAGIONE LIRICA DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO 

PALERMO (10 dicembre 07) - Nomi di fama internazionale per un anno di intensa produttività, nel segno degli autori più amati dal pubblico: da Donizetti a Puccini, da Bellini a Verdi e Čajkovskij.
Si comincia con un importante titolo dell’Ottocento italiano, assente dalle scene palermitane da quarant’anni: Mefistofele capolavoro del dotto musicista e letterato scapigliato Arrigo Boito (23–30 gennaio), opera di grande impatto scenico e vocale, su soggetto dello stesso musicista e librettista tratto dal Faust di Goethe. Il nuovo allestimento prodotto dal Teatro Massimo è firmato dal regista Giancarlo Del Monaco e vede sulla scena un cast di grande livello con Ferruccio Furlanetto nel ruolo del satanico protagonista, Giuseppe Filianoti quale Faust e Dimitra Theodossiou nel ruolo di Margherita/Elena. L’Orchestra e il coro del Teatro saranno diretti da Stefano Ranzani.
Al Novecento storico è riservato il secondo appuntamento in cartellone, The Rake’s Progress (La carriera del libertino) di Igor Stravinskij (17–24 febbraio), icona della drammaturgia musicale dell’immediato dopoguerra (la prima a Venezia nel 1951), presentato per la prima volta a Palermo in lingua originale, con un cast di specialisti del belcanto, che restituiranno la partitura stravinskiana, tutta rivolta al passato, a Händel e a Mozart, nella sua precipua brillantezza melodica. Si tratta infatti di un lavoro assai legato alle origini settecentesche più che alla poetica del Novecento, una sorta di omaggio del compositore al passato. A incarnare il ruolo di Tom Rakewell, giovane corrotto dai vizi della società, Giuseppe Filianoti, mentre Carmela Remigio incarnerà la sua ingenua fidanzata Anne e Giorgio Surjan il “tentatore” Nick Shadow. Dirigerà Will Humburg, mentre l’allestimento del regista Cesare Lievi, con le scene di Csaba Antal e i costumi di Luigi Perego, giunge dal Teatro Comunale di Modena, dove ha debuttato alcuni anni fa con grande successo di pubblico e di critica.
Terzo titolo operistico, un’intensa pagina del repertorio italiano: Anna Bolena di Gaetano Donizetti (9–18 aprile) per la prima volta sulle scene del Teatro Massimo (si ricorda soltanto un’edizione al Politeama nel 1991). Lo spettacolo, che lo scorso aprile è andato in scena con successo a Verona, è firmato da Graham Vick, tra i più prestigiosi e importanti registi di oggi. «Era un po’ che non si vedeva uno spettacolo di Vick così ben fatto come l’Anna Bolena ed era un po’ che non si aveva per quest’opera una protagonista così eccelsa come Mariella Devia» (“La Stampa”, 29/03/2007). E sarà proprio il grande soprano ligure ad affrontare il ruolo di protagonista, con al suo fianco Stefano Secco (Riccardo), Laura Polverelli (Giovanna di Seymour) e Giacomo Prestia (Enrico VIII). Sul podio Marco Guidarini, direttore in ascesa internazionale, al suo debutto al Teatro Massimo.
Nell’ambito dei festeggiamenti internazionali per il 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini (1858–1924), il Teatro Massimo proporrà i tre atti unici che compongono il cosiddetto Trittico, cioè Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi (17–25 maggio), fra i lavori meno rappresentati e assente da Palermo nella sua successione originale dal 1964. Per il nuovo allestimento dei tre atti unici, legati fra loro seppur così diversi, si è ritenuto opportuno affidarne la regia a tre registi tutti giovani, ciascuno con una differente cifra espressiva: Giovanni Scandella, Giulio Ciabatti e Francesco Micheli. Diretti da Paolo Arrivabeni si alterneranno nel Trittico voci note al pubblico di Palermo come il soprano Amarilli Nizza (Giorgetta, Suor Angelica e Lauretta) e il baritono Alberto Mastromarino (Michele e Gianni Schicchi). Le scene e i costumi sono di Alessandro Camera e Carla Ricotti.
L’omaggio a Puccini è completato Manon Lescaut (13–19 giugno), opera della “consacrazione” internazionale del compositore. Protagonista una celebre coppia di interpreti, Daniela Dessì e Fabio Armiliato, affiancati da Dalibor Jenis (Lescaut) e Danilo Rigosa (Geronte). La direzione è affidata a Giampaolo Bisanti; la regia di questo allestimento “storico” del Massimo è di Pierfrancesco Maestrini. Scene di Fiorella Mariani e Costumi di David Walker.
Ripresa autunnale con una partitura virtuosistica, I Puritani di Vincenzo Bellini (21–28 settembre), assente dai palcoscenici palermitani dal marzo del 1973. Friedrich Haider, specialista del repertorio belcantistico, salirà sul podio per un nuovo allestimento della Fondazione che reca la firma del grande regista, scenografo e costumista Pier’Alli. Protagonista, nell’impervio ruolo di Elvira, il soprano palermitano Desirée Rancatore con il tenore José Bros nei panni di Lord Arturo; completano il cast Carlo Colombara (Sir Giorgio Valton), Marco De Felice (Sir Riccardo Forth), Daniela Innamorati (Enrichetta di Francia).
In prima assoluta per Palermo, Da una casa di morti (16–22 ottobre), ultimo lavoro teatrale del compositore ceco Leós Janácek, rappresentato postumo nel 1930 e basato sul racconto autobiografico di Dostoevskij “Memorie da una casa di morti”, in cui l’autore traspone il dramma personale della prigionia in Siberia. Eric Stoklossa, Stefan Margita e Peter Straka, interpreti specializzati di questo repertorio, saranno diretti da Gabriele Ferro. L’allestimento  che giunge dalla Welsh National Opera è firmato dall’inglese David Pountney, altra grande firma del teatro contemporaneo; scene e costumi sono di Maria Björnson, importante scenografa e costumista recentemente scomparsa.
Ultimo titolo lirico del 2008 Aida (26 novembre – 7 dicembre), fra le più note e amate opere di Giuseppe Verdi. Per questa occasione torna a Palermo Franco Zeffirelli, che proprio al Teatro Massimo ha mietuto i primi grandi successi della sua carriera. Fra i numerosi allestimenti di Aida da lui firmati, sarà rielaborato uno fra i più recenti, quello “intimista” creato per il piccolo Teatro di Busseto dalla Fondazione Toscanini di Parma. Protagonista il soprano Amarilli Nizza, che avrà al suo fianco Marco Berti nel ruolo di Radames, Mariana Pentcheva in quello di Amneris e Carlos Almaguer come Amonasro. L’orchestra e il coro saranno diretti da Maurizio Benini.
La Stagione comprende anche tre spettacoli di danza: la prima assoluta di I Have a Dream (15–18 marzo) con la coreografia di Luciano Cannito, la regia di Beppe Menegati e la direzione di Marzio Conti, dedicata ai più significativi “percorsi spirituali di uomini e donne del nostro tempo” fra i quali Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Che Guevara, Salvo D’Acquisto, Simone Weil. Fra i danzatori ospiti Carla Fracci, Luciana Savignano, Sabrina Brazzo, Rossella Brescia e Giuseppe Picone. Quindi ci sarà una ripresa di Carmen. Ballet soir ée di Luciano Cannito (15–18 marzo) su musiche di Georges Bizet e Marco Schiavoni, con Rossella Brescia e Josè Perez, che ha avuto quest’estate un’anteprima nell’ambito del Festival di Verdura, e infine il più tradizionale dei titoli classici, Il lago dei cigni (18–23 dicembre) di Čajkovskij con la coreografia di Vladimir Dereviako che riprende la versione tradizionale Ivanov–Petipa. Ad impreziosire la romantica storia d’amore di Odette e del principe Sigfrido, ci saranno due giovani stelle russe, Anastasia Matvienko e Denis Matvienko. La direzione della celebre partitura di Cajkovskij è affidata a Fabrizio Maria Carminati.
Red

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