|
PALERMO
(10 dicembre 07) - Nomi di fama internazionale
per un anno di intensa produttività, nel
segno degli autori più amati dal pubblico: da
Donizetti a Puccini, da Bellini a Verdi e
Čajkovskij.
Si comincia con un importante titolo
dell’Ottocento italiano, assente dalle scene
palermitane da quarant’anni: Mefistofele
capolavoro del dotto musicista e letterato
scapigliato Arrigo Boito (23–30 gennaio),
opera di grande impatto scenico e vocale, su
soggetto dello stesso musicista e librettista
tratto dal Faust di Goethe. Il nuovo
allestimento prodotto dal Teatro Massimo è
firmato dal regista Giancarlo Del Monaco e
vede sulla scena un cast di grande livello con
Ferruccio Furlanetto nel ruolo del satanico
protagonista, Giuseppe Filianoti quale Faust e
Dimitra Theodossiou nel ruolo di
Margherita/Elena. L’Orchestra e il coro del
Teatro saranno diretti da Stefano Ranzani.
Al Novecento storico è riservato il secondo
appuntamento in cartellone, The Rake’s
Progress (La carriera del libertino) di Igor
Stravinskij (17–24 febbraio), icona
della drammaturgia musicale dell’immediato
dopoguerra (la prima a Venezia nel 1951),
presentato per la prima volta a Palermo in
lingua originale, con un cast di specialisti
del belcanto, che restituiranno la partitura
stravinskiana, tutta rivolta al passato, a Händel
e a Mozart, nella sua precipua brillantezza
melodica. Si tratta infatti di un lavoro assai
legato alle origini settecentesche più che
alla poetica del Novecento, una sorta di
omaggio del compositore al passato. A
incarnare il ruolo di Tom Rakewell, giovane
corrotto dai vizi della società, Giuseppe
Filianoti, mentre Carmela Remigio incarnerà
la sua ingenua fidanzata Anne e Giorgio Surjan
il “tentatore” Nick Shadow. Dirigerà Will
Humburg, mentre l’allestimento del regista
Cesare Lievi, con le scene di Csaba Antal e i
costumi di Luigi Perego, giunge dal Teatro
Comunale di Modena, dove ha debuttato alcuni
anni fa con grande successo di pubblico e di
critica.
Terzo titolo operistico, un’intensa pagina
del repertorio italiano: Anna Bolena di
Gaetano Donizetti (9–18 aprile) per
la prima volta sulle scene del Teatro Massimo
(si ricorda soltanto un’edizione al
Politeama nel 1991). Lo spettacolo, che lo
scorso aprile è andato in scena con successo
a Verona, è firmato da Graham Vick, tra i più
prestigiosi e importanti registi di oggi. «Era
un po’ che non si vedeva uno spettacolo di
Vick così ben fatto come l’Anna Bolena ed
era un po’ che non si aveva per
quest’opera una protagonista così eccelsa
come Mariella Devia» (“La Stampa”,
29/03/2007). E sarà proprio il grande soprano
ligure ad affrontare il ruolo di protagonista,
con al suo fianco Stefano Secco (Riccardo),
Laura Polverelli (Giovanna di Seymour) e
Giacomo Prestia (Enrico VIII). Sul podio Marco
Guidarini, direttore in ascesa internazionale,
al suo debutto al Teatro Massimo.
Nell’ambito dei festeggiamenti
internazionali per il 150° anniversario della
nascita di Giacomo Puccini (1858–1924), il
Teatro Massimo proporrà i tre atti unici che
compongono il cosiddetto Trittico, cioè Il
tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi (17–25
maggio), fra i lavori meno rappresentati e
assente da Palermo nella sua successione
originale dal 1964. Per il nuovo allestimento
dei tre atti unici, legati fra loro seppur così
diversi, si è ritenuto opportuno affidarne la
regia a tre registi tutti giovani, ciascuno
con una differente cifra espressiva: Giovanni
Scandella, Giulio Ciabatti e Francesco Micheli.
Diretti da Paolo Arrivabeni si alterneranno
nel Trittico voci note al pubblico di Palermo
come il soprano Amarilli Nizza (Giorgetta,
Suor Angelica e Lauretta) e il baritono
Alberto Mastromarino (Michele e Gianni
Schicchi). Le scene e i costumi sono di
Alessandro Camera e Carla Ricotti.
L’omaggio a Puccini è completato Manon
Lescaut (13–19 giugno), opera della
“consacrazione” internazionale del
compositore. Protagonista una celebre coppia
di interpreti, Daniela Dessì e Fabio
Armiliato, affiancati da Dalibor Jenis (Lescaut)
e Danilo Rigosa (Geronte). La direzione è
affidata a Giampaolo Bisanti; la regia di
questo allestimento “storico” del Massimo
è di Pierfrancesco Maestrini. Scene di
Fiorella Mariani e Costumi di David Walker.
Ripresa autunnale con una partitura
virtuosistica, I Puritani di Vincenzo Bellini (21–28
settembre), assente dai palcoscenici
palermitani dal marzo del 1973. Friedrich
Haider, specialista del repertorio
belcantistico, salirà sul podio per un nuovo
allestimento della Fondazione che reca la
firma del grande regista, scenografo e
costumista Pier’Alli. Protagonista,
nell’impervio ruolo di Elvira, il soprano
palermitano Desirée Rancatore con il tenore
José Bros nei panni di Lord Arturo;
completano il cast Carlo Colombara (Sir
Giorgio Valton), Marco De Felice (Sir Riccardo
Forth), Daniela Innamorati (Enrichetta di
Francia).
In prima assoluta per Palermo, Da una casa di
morti (16–22 ottobre), ultimo lavoro
teatrale del compositore ceco Leós Janácek,
rappresentato postumo nel 1930 e basato sul
racconto autobiografico di Dostoevskij
“Memorie da una casa di morti”, in cui
l’autore traspone il dramma personale della
prigionia in Siberia. Eric Stoklossa, Stefan
Margita e Peter Straka, interpreti
specializzati di questo repertorio, saranno
diretti da Gabriele Ferro. L’allestimento
che giunge dalla Welsh National Opera è
firmato dall’inglese David Pountney, altra
grande firma del teatro contemporaneo; scene e
costumi sono di Maria Björnson, importante
scenografa e costumista recentemente
scomparsa.
Ultimo titolo lirico del 2008 Aida (26
novembre – 7 dicembre), fra le più note
e amate opere di Giuseppe Verdi. Per questa
occasione torna a Palermo Franco Zeffirelli,
che proprio al Teatro Massimo ha mietuto i
primi grandi successi della sua carriera. Fra
i numerosi allestimenti di Aida da lui
firmati, sarà rielaborato uno fra i più
recenti, quello “intimista” creato per il
piccolo Teatro di Busseto dalla Fondazione
Toscanini di Parma. Protagonista il soprano
Amarilli Nizza, che avrà al suo fianco Marco
Berti nel ruolo di Radames, Mariana Pentcheva
in quello di Amneris e Carlos Almaguer come
Amonasro. L’orchestra e il coro saranno
diretti da Maurizio Benini.
La Stagione comprende anche tre spettacoli di
danza: la prima assoluta di I Have a Dream (15–18
marzo) con la coreografia di Luciano
Cannito, la regia di Beppe Menegati e la
direzione di Marzio Conti, dedicata ai più
significativi “percorsi spirituali di uomini
e donne del nostro tempo” fra i quali Martin
Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Che
Guevara, Salvo D’Acquisto, Simone Weil. Fra
i danzatori ospiti Carla Fracci, Luciana
Savignano, Sabrina Brazzo, Rossella Brescia e
Giuseppe Picone. Quindi ci sarà una ripresa
di Carmen. Ballet soir ée di Luciano Cannito (15–18
marzo) su musiche di Georges Bizet e Marco
Schiavoni, con Rossella Brescia e Josè Perez,
che ha avuto quest’estate un’anteprima
nell’ambito del Festival di Verdura, e
infine il più tradizionale dei titoli
classici, Il lago dei cigni (18–23
dicembre) di Čajkovskij con la
coreografia di Vladimir Dereviako che riprende
la versione tradizionale Ivanov–Petipa. Ad
impreziosire la romantica storia d’amore di
Odette e del principe Sigfrido, ci saranno due
giovani stelle russe, Anastasia Matvienko e
Denis Matvienko. La direzione della celebre
partitura di Cajkovskij è affidata a Fabrizio
Maria Carminati. Red
|