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Al teatro Stabile di Catania un cartellone parallelo di spettacoli 

PARTE «NUOVOTEATRO» DEDICATO AGLI AUTORI CONTEMPORANEI   

Accanto alla programmazione della 49a stagione dell’ente, inaugurata il 14 novembre con la novità assoluta Opéra Comique, prenderà il via - tre settimane dopo - anche Nuovoteatro, dedicato alla drammaturgia contemporanea.
«Particolarmente agevolati - sottolinea il direttore Orazio Torrisi - sono i giovani e gli studenti che possono scegliere tra diverse combinazioni a condizioni eccezionali, studiate proprio per privilegiare il loro arricchimento culturale, obiettivo prioritario, specialmente per un teatro pubblico».
La rappresentazione di testi particolarmente significativi della drammaturgia più recente sarà, al contempo, l’occasione per apprezzare una folta carrellata di prestigiosi interpreti. E invero ricca e intrigante è l’impaginazione di Nuovoteatro, una sequenza di 12 titoli, particolarmente attesi dal folto seguito di pubblico conquistato nelle quattro passate edizioni, via via più ricche e stimolanti: una stimolante e preziosa opportunità di accostarsi diffusamente ad originali itinerari linguistici e teatrali.
Spettacolo inaugurale è Le lacrime amare di Petra von Kant di Rainer Werner Fassbinder (Ambasciatori, 6 - 10 dicembre), omaggio alla figura del regista e autore tedesco, vissuto e attivo durante gli "anni di piombo"; la regia è di Antonio Latella, protagonista Laura Marinoni, una delle attrici più rappresentative della scena italiana.
Ritorno sulle scene dello Stabile per il grande Moni Ovadia con Le storie del Signor Keuner di Bertolt Brecht, uno spettacolo firmato dallo stesso Ovadia e da Roberto Andò, nel cinquantenario della morte dell’autore, scomparso nel 1956. Accanto ad Ovadia agiscono interpreti di rilievo come Lee Colbert, Roman Sivulak, Maxim Shamkov, Ivo Bucciarelli e i componenti la Moni Ovadia Stage Orchestra.
Nel centenario della nascita di Samuel Beckett, che cade pure nel 2006, Nuovoteatro propone Finale di partita, regista e interprete principale Franco Branciaroli, artista di straordinario del panorama teatrale; sene e costumi sono di Margherita Palli, le luci di Gigi Saccomandi; il cast annovera ancora Tommaso Cardarelli, Alessandro Albertin e la partecipazione di Lucia Ragni.
Una novità per le scene italiane è Migliore, scritto e diretto da Mattia Torre, con Valerio Mastandrea, romano, classe 1972, cresciuto professionalmente nel cinema indipendente e nei maggiori teatri italiani. In questo monologo comico ripercorre la storia di un uomo normale che per casualità (viene assolto da un reato di cui era in realtà colpevole) entra in una crisi profonda e diventa sorprendentemente cattivo.
Le rivelazioni televisive Caterina Guzzanti e Paola Minacciosi sono le protagoniste e autrici di Non raccontateci favole, scritto con Andrea Zalone, regia di Valeria Talenti, scene di Clizia Cortese, costumi di Isabella Melloni, musiche di Gloria Clemente, eseguite dalla stessa al pianoforte e alla fisarmonica.
                                                 La Compagnia Pippo Delbono è presente insieme al suo fondatore con due produzioni di respiro europeo: il nuovissimo Questo buio feroce e il pluripremiato Urlo, trionfalmente accolto ad Avignone, scene di Philippe Marioge, luci di Manuel Bernard. Struggente e poetica è la vena creativa di questo “attore musicista”, come egli stesso si definisce, che analizza impietosamente la contemporaneità e ha inventato un nuovo linguaggio fisico-vocale, prediligendo il gesto silenzioso che sa raccontare, dove danza e musica entrano nella drammaturgia, frutto di una concezione registica assai vicina alla struttura drammatica del concerto.
Vincenzo Pirrotta ritorna con Eumenidi, testo che l’ispirato “cuntista” ha elaborato da Eschilo e dalla traduzione di Pier Paolo Pasolini. L’artista firma altresì la regia con la collaborazione di Pasquale De Cristofaro, autore anche delle scene; musiche di Ramberto Ciammarughi eseguite dal vivo. Con Pirrotta agiscono sulla scena Giovanni Calcagno, Salvatore Ragusa e il contraltista Maurizio Rippa.
Elaborazione di un mito classico è pure Lei dunque capirà, in cui uno scrittore e intellettuale di statura europea come Claudio Magris medita sul mito di Orfeo ed Euridice; regia di Antonio Calenda, scene e costumi di Elena Mannini, musiche di Germano Mazzocchetti; il monologo è affidato alla sensibilità di Daniela Giovanetti.
Un regista dalle rare capacità introspettive come Walter Pagliaro propone una modernissima rilettura della Fedra di Racine nella traduzione di Ungaretti; le scene sono di Luigi Perego, i costumi di Elena Mannini; protagonista è l’intensa Micaela Esdra.
Gli ultimi titoli di Nuovoteatro vedono due autori siciliani in prima linea contro la mafia. Il catanese Nino Romeo firma testo e regia di Dollìrio, una prima assoluta interpretata da Graziana Maniscalco e dallo stesso Romeo.
La palermitana Emma Dante -  punto di riferimento della nuova drammaturgia siciliana con ampi riconoscimenti a livello internazionale - ritorna con Cani di bancata, lavoro corale di cui è autrice, regista, costumista, e anche scenografa insieme a Carmine Maringola.
(red)

 

      

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