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CATANIA
(7 febbraio 08) - C’è
anche il prezioso “Martirio” di Giovan
Battista Tiepolo, realizzato per la Basilica
di Sant’Antonio a Padova, tra le oltre 250
opere d’arte in mostra in questi giorni a
Catania per celebrare la Santa Patrona.
L’affresco, raffigurante i momenti
successivi all’amputazione del seno della
venerata per mano del governatore Quinziano,
testimonia le efferate persecuzioni che la
fanciulla di nobili origini catanesi, vissuta
tra il III e IV sec, dovette subire per non
avere rispettato l’editto dell’imperatore
Decio che chiedeva a tutti i cristiani di
abiurare pubblicamente la loro fede. Promossa
dall’Arcidiocesi con il patrocinio della
soprintendenza per i Beni culturali e
ambientali di Catania, l’esposizione dal
titolo «Agata Santa: storia, arte e devozione»,
fino al 4 maggio, raccoglie iconografie,
dipinti, sculture, preziose stampe e
documenti, compresi in un arco di tempo che va
dalla metà dal terzo secolo d.C. fino alla
prima metà del Novecento. Ricco e quanto mai
interessante il percorso espositivo che si
snoda in tre sedi principali e quindici
chiese, una iniziativa unica per conoscere gli
episodi della vita di Agata, il contesto
storico e culturale in cui ha vissuto e la
devozione che ha sempre accompagnato la sua
figura di martire e santa e che documenta,
inoltre, come la sua venerazione non sia
esclusivamente catanese. «Per la prima volta
– spiega il curatore della mostra Gilberto
Algranti – abbiamo svolto un ampio lavoro di
ricerca grazie all’impegno di un prestigioso
comitato scientifico internazionale e alla
collaborazione di numerose istituzioni
ecclesiali che si sono messe a disposizioni
prestando decine di dipinti. Tra questi, oltre
al “Martirio di Sant’Agata” di Tiepolo,
vale la pena ricordare la magnifica pala
dell’Oratorio del Rosario di Palermo del
maestro fiammingo Anthony Van Dyck. Ad
arricchire la mostra ci sono poi diversi
reperti archeologici della Catania romana
teatro dei fatti con preziosi dipinti e
sculture provenienti dal Louvre e dal Moreau
di Parigi, dai Musei Vaticani e dalla Galleria
Borghese di Roma e ancora dal Museo di San
Marco di Firenze, dall'Art Gallery di York
(Inghilterra) e dall’Heritage National
Museum di Malta». Per documentare
l'iniziativa è stato realizzato un catalogo
che racconta la storia della Santa attraverso
le immagini e le schede di tutte le opere in
mostra con numerosi contributi critici, tra
cui quelli di Gilberto Algranti, Mauro Lucco,
Paolo Militello, Concetta Molè, Umberto Utro,
Maurizio Vitella e Gaetano Zito. Red
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