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La grande mostra sulla martire catanese visitabile fino al 4 maggio con numerose iconografie provenienti dai musei vaticani e dal Louvre

AGATA SANTA TRA STORIA ARTE E DEVOZIONE

CATANIA (7 febbraio 08) - C’è anche il prezioso “Martirio” di Giovan Battista Tiepolo, realizzato per la Basilica di Sant’Antonio a Padova, tra le oltre 250 opere d’arte in mostra in questi giorni a Catania per celebrare la Santa Patrona. L’affresco, raffigurante i momenti successivi all’amputazione del seno della venerata per mano del governatore Quinziano, testimonia le efferate persecuzioni che la fanciulla di nobili origini catanesi, vissuta tra il III e IV sec, dovette subire per non avere rispettato l’editto dell’imperatore Decio che chiedeva a tutti i cristiani di abiurare pubblicamente la loro fede. Promossa dall’Arcidiocesi con il patrocinio della soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania, l’esposizione dal titolo «Agata Santa: storia, arte e devozione», fino al 4 maggio, raccoglie iconografie, dipinti, sculture, preziose stampe e documenti, compresi in un arco di tempo che va dalla metà dal terzo secolo d.C. fino alla prima metà del Novecento. Ricco e quanto mai interessante il percorso espositivo che si snoda in tre sedi principali e quindici chiese, una iniziativa unica per conoscere gli episodi della vita di Agata, il contesto storico e culturale in cui ha vissuto e la devozione che ha sempre accompagnato la sua figura di martire e santa e che documenta, inoltre, come la sua venerazione non sia esclusivamente catanese. «Per la prima volta – spiega il curatore della mostra Gilberto Algranti – abbiamo svolto un ampio lavoro di ricerca grazie all’impegno di un prestigioso comitato scientifico internazionale e alla collaborazione di numerose istituzioni ecclesiali che si sono messe a disposizioni prestando decine di dipinti. Tra questi, oltre al “Martirio di Sant’Agata” di Tiepolo, vale la pena ricordare la magnifica pala dell’Oratorio del Rosario di Palermo del maestro fiammingo Anthony Van Dyck. Ad arricchire la mostra ci sono poi diversi reperti archeologici della Catania romana teatro dei fatti con preziosi dipinti e sculture provenienti dal Louvre e dal Moreau di Parigi, dai Musei Vaticani e dalla Galleria Borghese di Roma e ancora dal Museo di San Marco di Firenze, dall'Art Gallery di York (Inghilterra) e dall’Heritage National Museum di Malta». Per documentare l'iniziativa è stato realizzato un catalogo che racconta la storia della Santa attraverso le immagini e le schede di tutte le opere in mostra con numerosi contributi critici, tra cui quelli di Gilberto Algranti, Mauro Lucco, Paolo Militello, Concetta Molè, Umberto Utro, Maurizio Vitella e Gaetano Zito. Red

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