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MESSINA
(8 luglio 08) - Il
tema della donna sarà il filo conduttore
della rassegna internazionale sulla
cinematografia araba.
La sesta edizione del Festival dedicato alle
arti del Mediterraneo nel suggestivo scenario
del parco letterario di Capo Peloro, si
articola in più sezioni (cinema, musica,
teatro, arti visive), ognuna delle quali
arricchita da incontri, workshop, convegni con
i protagonisti del festival nell'intento, che
è proprio della Fondazione, di promuovere la
ricerca e lo scambio culturale tra le diverse
realtà del Mediterraneo. Dal 20 al 23 luglio
una pre-sezione antologica dedicata alla
cinematografia italiana del decennio 1968-1978
fungerà da prologo all'intera manifestazione
e sarà a ingresso gratuito. La rilettura di
questo decennio sarà infatti il tema
dominante della sezione nazionale "Gli
anni selvaggi", che a partire dal 25
luglio si snoderà attraverso strisce
giornaliere d'informazione d'epoca realizzate
da Rainews24 attingendo alle teche Rai,
documentari che raccontano gli effetti
immediati della legge Basaglia sulla chiusura
dei manicomi, cui farà seguito un dibattito
con specialisti e una performance di Lello
Voce accompagnato da Michael Gross, un
cortometraggio sulla rivoluzione femminile
degli anni '70 con un incontro a cura di
Fabrizia Bagozzi. La Fondazione, a partire da
questa edizione, inaugurerà ogni anno una
scultura-porta all'interno del Fortino degli
inglesi. La prima porta, quella che dà
accesso alle sale del '500, è stata affidata
a Emilio Isgrò e verrà inaugurata il 24
luglio segnando così l'inizio vero e proprio
del festival che nello stesso giorno ospiterà
il primo workshop sul processo di integrazione
euro-mediterranea organizzato dalla Fondazione
Horcynus Orca in collaborazione con il Comune
di Messina e, in serata, il concerto di Gabin
Dabire in una versione trio inusuale che
inaugurerà contestualmente anche la sezione
musica. La
sezione internazionale "Un mare di cinema
arabo" si svilupperà seguendo tre fili
conduttori: Il pianeta è donna, Carcere e
carceri e Il cinema dei poveri. Si potranno
vedere diversi cortometraggi e documentari di
artisti provenienti dal mondo arabo, il
migliore dei quali sarà premiato da una
giuria composta da critici cinematografici
arabi.
Red
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