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Un
percorso affascinante tra passato e futuro,
tra manieri medievali e viaggiatori dei nostri
tempi. I castelli siciliani offrono oggi
grandi opportunità di sviluppo economico.
Della necessità di valorizzarli all' interno
di un progetto culturale si e' parlato a
Catania con l' assessore regionale Lino Leanza,
il sindaco di Aci Castello Silvia Raimondo e
il presidente dell' Istituto dei castelli
Giovanni Ventimiglia di Monteforte nel corso
della presentazione del convegno
internazionale di studi. L' iniziativa su '«Le
fortificazioni nell' area mediterranea e
turismo relazionale», promossa dalla sezione
siciliana dell' Istituto italiano dei castelli
con Europa Nostra, dall' assessorato regionale
ai Beni culturali e dalla Fondazione Banco di
Sicilia, che si è tenuto nei giorni scorsi,
ha permesse la costituzione della Federazione
delle organizzazioni di tutela del patrimonio
fortificato dei Paesi mediterranei
''Mediterraneo Nostro''. «Salvaguardia del
patrimonio ed economia devono camminare
insieme - ha dichiarato l' assessore regionale
ai Beni culturali, ambientali e Pubblica
istruzione Lino Leanza - i nostri monumenti
devono essere tutelati, valorizzati e
promossi, ma il punto più importante e forse
più difficile e' la loro gestione, cioè
quello sviluppo economico che porta lavoro,
turismo, opportunità. Viviamo in una terra
magica, con un bagaglio enorme di storia e
cultura che deve essere fruito dai nostri
ragazzi perché non solo sui libri, ma anche
nella realtà possano scoprire le tracce del
nostro passato». L' assessore, dopo aver
sottolineato l' importanza delle
sollecitazioni che arrivano dalle associazioni
alla pubblica amministrazione ''per costruire
insieme un percorso integrato'', ha anticipato
la possibilità di creare, anche grazie a
fondi del Por, un percorso dei castelli «che
potrebbe diventare sistema unendo cultura,
turismo, territorio, enogastronomia di qualità».
Sindaco del Comune che possiede il castello
''baluardo delle Aci», Silvia Raimondo ha
messo in luce l' importanza di '«valorizzare
la storia medievale, di legare il bene
architettonico al suo passato, di avere
lungimiranza e progettualità perchè per
molti comuni il riscatto e' legata alla
protezione dell' ambiente, al turismo e ai
beni culturali, valorizzando la risorsa più
importante che possediamo: la nostra storia».
'«Conoscenza innanzitutto del proprio
territorio, dei propri monumenti - ha detto
Giovanni Ventimiglia di Monteforte, presidente
dell' Istituto dei castelli - che esiste da 40
anni, quando parlarne sembrava una bizzarria,
ma non ci può essere valorizzazione se non
allarghiamo l' orizzonte e se non consideriamo
i castelli non più come simbolo di guerra, ma
di concordia e di sviluppo. Ecco perché
costituiremo a Catania una Federazione che
riunisca il patrimonio fortificato di molti
Paesi del Mediterraneo. Perchè obiettivi,
progetti e ambizioni siano per un circuito
sempre più ampio».
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