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TRAPANI
(3 marzo 08) - Il Museo Pepoli di
Trapani
ha l'onore di ospitare un'importante selezione
di opere di Caravaggio.
“Caravaggio. L'immagine del Divino”
è la mostra che a novembre ha lasciato Malta,
dove ha fatto tappa al Museo nazionale
dell'Archeologia, per trasferirsi in Sicilia
dove si celebrano i 400 anni del
passaggio di Caravaggio.
La mostra, realizzata sotto l'Alto
patrocinio della Presidenza della Repubblica
Italiana, è curata da
Sir Denis Mahon:
appassionato ed esperto conoscitore dell'arte
italiana e di Caravaggio.
La mostra è
organizzata da RomArtificio
e dal Consorzio Universitario della
Provincia di Trapani,
sotto l'Alto patrocinio del presidente della
Repubblica di Malta, Edward Fenech
Adami e del presidente
della Repubblica Italiana Giorgio
Napolitano. “Caravaggio.
L'immagine del Divino”
è promossa anche dalla Provincia
Regionale di Trapani e
dalla Regione Sicilia.
La genialità
inconsueta ed indiscutibile di Caravaggio si
è confrontata con i temi sacri in maniera
assolutamente unica: la composizione delle
scene, l'uso della luce e rappresentazione
coraggiosa e originale delle figure hanno
aperto la strada ad un nuovo modo di intendere
ed esprimere il Divino. Sconvolgendo le
tradizionali iconografie con nuove
composizioni, l'artista seppe dar voce al
sentimento religioso che caratterizzò la
cultura seicentesca, dalle prove giovanili
fino alle ultime tragiche opere.
La mostra presenta
quattordici dipinti autografi, selezionati dal
maggiore critico d'arte del Seicento Sir Denis
Mahon autore, tra l'altro, dell'eccezionale
scoperta della prima versione dell'opera "I
Bari" che il
Caravaggio realizzò tra il 1545 ed il 1546 a
Roma ed alla quale fece seguito una seconda e
differente versione commissionata dal cardinale
Del Monte, per quale
il pittore di origini lombarde in quel periodo
prestava servizio.
Gli approfondimenti
offerti dalla mostra dimostrano che il
Caravaggio ripeteva più volte lo stesso
soggetto, aveva
un legame di sangue con Palermo: il padre
Evaristo era palermitano.
Le
radiografie dei dipinti hanno, infatti,
individuato stesure sottostanti alle versioni
finali. Il pittore copiava dal naturale
direttamente sulla tela con disegni a
pennello, che indicavano sommariamente la
composizione e che, attraverso ripensamenti e
modifiche successive, erano elaborati fino ad
arrivare alla versione finale del dipinto.
Al
Museo Pepoli sono in mostra opere come l'Adorazione
dei Pastori
e la Resurrezione di Lazzaro
(Museo Regionale di Messina), il Sacrificio
di Isacco
e il San Francesco in estasi
(Princeton, New Jersey), il San
Francesco in meditazione sulla morte
(Carpineto Romano), il San Francesco
(Cremona) l'Estasi di S. Francesco
(Udine), il San Giovannino
(Galleria Corsini), il San Giovannino
alla sorgente
(collezione privata), la Decapitazione
di San Gennaro
(Palestrina), il Sacrificio di Isacco
(Modena), la Maddalena in estasi
(Roma).
Purtroppo, tra le
quattordici importanti tele del Caravaggio, spicca
l'assenza della "Natività", rubata
nel 1969 a Palermo che
rappresenta “la
perdita più dolorosa, all'interno di un
panorama di opere che sono la quintessenza
dell'elaborazione caravaggesca del sacro”,
ha detto Claudio Strinati,
soprintendente del Polo museale Romano. Red
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