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MESSINA (25 maggio 07) - Gli
applausi sono tutti per loro, i Liar Queen ci
sanno fare e dimostrano di essere una delle
tribute band più referenziate dall’Official
Fan Club londinese dei Queen. La voce di Santo
Strano “clone” di Freddie Mercury trascina
il popolo di «Andamento Rock», seconda
rassegna per giovani band emergenti, e non
solo, a cura dell’associazione «Antares»,
presieduta da Giulietta Muraro, che si è chiusa a San Filippo del Mela in
provincia di Messina tra i consensi generali.
Una “tre giorni” di musica, arte e impegno
sociale, ideata da Franco Arcoraci, che ha
visto alternarsi sul palco del “Belvedere”
artisti di varia caratura, rappresentare il
cerchio del rock in tutte le sue evoluzioni
storiche, di genere e di attitudine. Nomi di
respiro nazionale ma anche giovani promesse e
volti nuovi della scena musicale siciliana, ma
non solo. E’ toccato ai Four Roses a
rompere per primi il ghiaccio, la giovane
rock’n roll band che per l’occasione si è
avvalsa della straordinaria voce di Teresa
Pitzalis, ha proposto alcuni celebri pezzi che
hanno fatto la storia del rock anni ’60 e
’70. Dai Led Zeppelin, ai Beatles passando
per Jim Hendrix e i Deep Purple la band
completata dal
chitarrista Daniele
Paone, Tommaso
Aricò al basso e Alessandro
Calamuneri alla batteria, ha raccolto i
consensi dei presenti. Altra voce, altro modo
di intendere il rock con i Walking Trees, band calabrese
guidata da Teresa Auddino, il loro sound
accattivante ha chiuso la prima serata. I
Paxana di Francesco Puglisi propongono un rock progressive di contenuto. I testi a
sfondo sociale sono da sempre il loro cavallo
di battaglia e ancora una volta non fanno
eccezione con una raccolta di prossima uscita
dal titolo «Criacas de Rua». Seguono i Velut
Luna con il loro etno-rock dal sapore tutto
siciliano e I Sindrome di Peter Pan,
divertenti e coinvolgenti al tempo stesso. I
The Shades (la band più giovane della
rassegna) propongono alcune cover
storiche dei Deep Purple accanto a brani dei
Led Zeppelin, Pfm e dell’immancabile Vasco
Rossi. E’ il turno dei Liar Queen, una
spanna sugli altri, la band suona il meglio
del repertorio di Freddie Mercury, arrangiato
nei particolari stando attenti anche ai cori.
Chiude in bellezza la chitarra blues
dell’italo americano Joe Caruso, un mix esplosivo di blues, rock e
soul. Caruso non si limita a
rileggere con mestiere alcuni standard del
genere ma li fa suoi aggiungendoci un tocco di grande effetto. Un ruolo importante
lo recita sicuramente la sua bellissima voce
da "soprano roco". Un bellissimo
esempio di questo suo stile è "Caldonia"
che sembra essere il giusto mix tra la
versione più soul di Van Morison e quella
tipicamente "chicagoana" di Re Muddy. Giovanni
Lo Presti
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