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TINDARI
(Me) 23 luglio 08 - Nuovo appuntamento
di stagione col collettivo artistico “AccademiaArteFutura”:
dopo aver catalizzato l’attenzione delle
piazze in giro per la provincia di Messina la
scorsa estate, stavolta i talentosi performers
della compagnia ci riprovano con uno
spettacolo tutto nuovo. Accantonati i panni
della Sicilia di Verga e della Lupa, attingono
da un must del teatro di shakespiriano per
approdare a “Sogno di una notte di mezza
estate Beatles Remix”, naturalmente non
nella versione classica della nota commedia,
ma in quello che ormai può essere definitivo
un vero e proprio “stile Accademia”. E per
una sfida teatrale tanto ardua, non poteva non
mancare una cornice altrettanto all’altezza
della sperimentazione, il Teatro Greco di
Tindari, che per l’occasione aprirà la sua
cavea alla “prima”, sabato 3 agosto, con un fuori cartellone completamente
gratuito al pubblico, oltre alle piazze che,
durante l’estate, saranno promosse dalla
Regione Sicilia, dalla Presidenza della
Provincia di Messina e dagli altri Enti Locali
disposti ad accogliere la manifestazione. La
commedia, nella sua versione originale,
presenta tre storie intrecciate, collegate tra
loro dalla celebrazione del matrimonio tra
Teseo, duca di Atene, e Ippolita, regina delle
regine. Due
giovani ateniesi, Lisandro e Demetrio, sono
entrambi innamorati della stessa donna, Ermia;
quest'ultima ama Lisandro, mentre la sua amica
Elena è innamorata di Demetrio. Ma il padre
di Ermia impone alla figlia di sposare
Demetrio. Allora lei fugge con Lisandro nei
boschi, seguiti da Elena e Demetrio, ma si
perdono nel buio e nelle loro schermaglie
amorose. Da qui tutta una serie di equivoci e
malintesi, un re e una regina litigiosi,
folletti dispettosi e creature magiche sono
gli ingredienti per una commedia divertente ma
anche ricca di poesia e delicatezza,
impregnata di spunti noir e talvolta
inquietanti. Da tutto questo, la compagnia ne
ha tratto fuori “un musical molto
psichedelico (come i sogni e le ambigue
immagini della mente), molto sensoriale,
spettacolare come un fuoco d’artificio, in
cui alle arti visive, musicali e sceniche è
toccato compensare la de-liricizzazione di un
testo teatrale superbo e articolato”. I
protagonisti indosseranno costumi
contemporanei e teatrali, “tagliati” sul
personaggio, cosi come le scene saranno
dominate dalla presenza di talami-totem,
intesi come luoghi simbolici della divisione e
riconciliazione, caratterizzati da una
sovradimensione rispetto al corpo
dell’attore, a sottolineare
l’idealizzazione dell’amore rispetto alla
propria imperfezione. A tanto estro non poteva
sottrarsi la scelta musicale del duo registico
Marika Famà e Christian Milone, stavolta
ricaduta sul gruppo simbolo del Moviment beat
e Flower Power degli anni 60: i Beatles.
Quindi musica proveniente dal passato ma
capace ancora oggi di essere modello musicale
insuperato, come l’opera che accompagna. Un
abbinamento Shakespeare – Beatles
accomunato, cosi come la stessa Famà ha
spiegato, da quel languore che, per dirla alla
Carlo Levi, “non si sa se attribuibile ad
acerba giovinezza o a senso di mortale
stanchezza”, ma che sicuramente incontrerà
anche il favore del pubblico visto la notorietà
del loro repertorio in grado di coinvolgere
tutte le fasce di pubblico. M.C.
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